A Latiano un film per celebrare i cento anni dei monaci Cistercensi

Nel cortometraggio “Il Miracolo della Fede” vengono narrate le origini del Santuario di Maria SS. di Cotrino, che risalgono al XVII secolo

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Un cortometraggio breve, ma molto intenso, frutto dell’impegno e del lavoro profuso da parte di un gruppo di volontari accomunati dalla fede. Una chiamata personale, la preghiera personale e comunitaria come canale di comunicazione con una Presenza più alta, l’unicità del rapporto che si stabilisce tra il grande e l’infinitamente piccolo: sono alcuni dei temi-chiave presenti nel cortometraggio “Il Miracolo della fede”, presentato ieri sera -sabato 20 gennaio- nel Santuario Santa Maria di Cotrino di Latiano alla presenza delle Autorità cittadine, della Dirigente dell’Istituto Comprensivo di Latiano, la Prof.ssa Ornella Manco.

Una serata ricca di musica ed emozioni, allietata dalle voci del “Coro Arcobaleno delle note” diretto da Sandra Corrado e del tenore Aldo Gallone, che i monaci Cistercensi, insieme al gruppo di volontari che hanno dato vita al film, hanno curato fin nei minimi particolari.

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“Il Miracolo della fede” è una narrazione coinvolgente e significativa per grandi e piccini, è un documentario (le riprese sono state girate tra le campagne di Latiano, Mesagne e Francavilla Fontana, e la stessa città di Latiano), la cui realizzazione è stata fortemente voluta da Padre Antonio Semeraro, Priore del monastero.

Vengono narrate le origini del Santuario (che risalgono al XVII secolo), nonché le radici della storia che s’intrecciano con il ritrovamento di un affresco raffigurante una Madonna con il Bambino di epoca bizantina.  Ed è proprio questa scoperta che fa da trama ad un viaggio in cui fede, speranza e salvezza si legano, dove il vero miracolo è la straordinaria guarigione di una giovane donna lucana, oltre al fatto che, nel corso dei secoli, questo luogo di culto ha attirato numerosi fedeli.

“Pace a te, amica o amico. Chissà cosa ti ha spinto fin qui! Forse la curiosità, o il desiderio di conoscenza o la sete di ricerca? Oppure ti sei semplicemente smarrito nella fitta trama di proposte e suggerimenti della rete? O il caso? Ma, il caso, come ha detto qualcuno, è lo pseudonimo di Dio, quando non vuole firmarsi! Qualunque sia la motivazione, è bello pensare che Qualcuno ti ha condotto fin qui per dar sollievo al tuo animo. In quest’oasi spirituale ad accoglierti c’è Maria, la Madre Celeste, la Padrona di casa. E poi ci siamo noi, i monaci cistercensi del monastero intitolato alla Vergine SS. di Cotrino, che ti facciamo compagnia in questa pausa dello spirito. Qui sei al sicuro, sotto il manto di Maria. Qui sei a casa, fra il calore e la gioia dei fratelli. Il Signore ti conceda quanto il tuo cuore desidera e giova alla tua anima”.

Il Santuario di Maria SS. di Cotrino a Latiano, animato dalla presenza dei monaci Cistercensi, non è solo un luogo di profonda fede e devozione, ma anche un’oasi di serenità che dona pace a coloro che hanno il privilegio di visitarlo. Qui, il trascorrere del tempo è segnato da canti, preghiere e inni che risuonano da più di un secolo, un anniversario di particolare rilevanza per la comunità e per il piccolo centro della provincia di Brindisi.

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Mina Nardelli, una devota del santuario, ha risposto subito alla chiamata di Padre Antonio Semeraro, con zelo ha coinvolto Giuseppe Maci, suo collega docente di arte e immagine a Francavilla Fontana, e regista di questo cortometraggio, il quale ha abbracciato con entusiasmo l’invito della collega, trasformandola in qualcosa di più ambizioso di un semplice video.

Nasce così il cortometraggio “Il miracolo della fede”, i cui attori sono Angela La Sorsa, Antonio Mancuso, la giovane Benedetta Nardelli, Amalia PetronelliPiero Palma, Raffaela Annicchiarico, Gabriele Letizia, Daniele Schito, Nadine Giove, Cosimo e Riccardo Scialpi, Vittoria Sanapo, Martina Fasanelli, Anna De Felice, Antonella Calcagno e Cosimo Saponaro, oltre alla partecipazione di diversi volontari e di Nonna ‘Ncetta (la nonna di Mandrake), calatasi in un ruolo completamente diverso da quello che il pubblico conosce solitamente.

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