Aggressione al Cara di Restinco: preso a pugni sul volto l’unico operatore in turno.

Il fatto è accaduto nel pomeriggio. Dopo quanto accaduto è stata netta la presa di posizione da parte della FP Cgil di Brindisi, che ha chiesto l’intervento anche del Prefetto

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Dopo l’aggressione di questo pomeriggio (venerdì 23 giugno) avvenuta al Cara di Restinco di cui è stato vittima l’unico operatore in turno intervenuto per sedare una rissa scoppiata tra gli ospiti presenti nel Centro di accoglienza per richiedenti asilo, la FP CGIL di Brindisi ha preso una posizione netta, denunciando la carenza di organico all’interno della stessa struttura.

“Da diverso tempo la FP CGIL denuncia la presenza di un solo operatore in turno nel pomeriggio presso il Cara di Restinco”, si legge in una nota diffusa dalla segreteria provinciale nella persona di Clara Cleopazzo.

“Come avevamo preannunciato e scritto più volte a tutela dei lavoratori e dell’utenza, oggi si è palesata la reale problematica in tutta la sua drammaticità: uno stuolo di ospiti poco inclini alla disciplina ha creato dei tafferugli e l’operatore in turno per dividerli è stato a sua volta aggredito”.

Il concetto è chiaro: insieme alla incolumità degli “ospiti” presenti nella struttura, va tutelata anche l’incolumità psico-fisica degli operatori che, svolgendo con correttezza un servizio pubblico per la collettività, sono esposti a tanti rischi. Pertanto la salute e sicurezza sul lavoro devono essere una priorità per l’amministrazione.

“Attualmente il dipendente è presso il PS del Perrino di Brindisi in attesa di essere visitato poichè portatore di lesioni alla sua persona”, prosegue la nota.

“Pertanto, poichè un solo operatore non può gestire 100 ospiti – MINORI –  per turno, né potrebbe effettuare una manovra di primo soccorso da solo, si richiede immediato intervento teso a scongiurare che per il futuro possano nuovamente accadere episodi quale quello di oggi. Quanto verificatosi nella serata odierna era stato da noi ampiamente denunciato a più battute chiedendo di potenziare la presenza degli operatori in turno che, al momento, non riescono neppure a coprire le ore contrattuali, atteso che la popolazione residente di tale centro di accoglienza è oltre tutto prevalentemente minorile”.

Questa situazione, in una realtà di disagio sociale e fragilità crescenti, anche rispetto alla salute mentale, impatta molto in termini di stress e le aggressioni subite possono rendere il danno anche più profondo.

Le questioni da affrontare all’interno della struttura sono tante e sempre più complesse e delicate in un contesto non facile.

“A tutela di questi bambini/ragazzi e della salute e sicurezza dei lavoratori incardinati chiediamo alla Prefettura di intervenire ed agli Organi deputati al controllo di vigilare sulla effettiva applicazione della normativa sulla sicurezza nei posti di lavoro affinchè tali episodi non possano più verificarsi”, conclude la nota diffusa dal sindacato.