Al via la mostra “Caravaggio e il suo tempo – Tra naturalismo e classicismo”: le opere in esposizione a Mesagne sino all’8 dicembre

Il Sindaco Antonio Matarrelli: “I 42 dipinti originali custoditi nelle splendide sale del Castello rendono Mesagne protagonista di uno straordinario evento di richiamo internazionale”.

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Da domani (domenica 16 luglio) e fino a tutto il prossimo 8 dicembre, Mesagne, di recente insignita del titolo di Capitale della cultura della Puglia 2023, ospita nelle sale del Castello Normanno-Svevo di Mesagne la mostra “Caravaggio e il suo tempo – Tra naturalismo e classicismo”.

Un progetto della rete di imprese Micexperience, rappresentata dall’imprenditore Pierangelo Argentieri e patrocinata dalla Regione Puglia e dal Comune di Mesagne.

“Caravaggio a Mesagne è un sogno che si realizza”, ha sottolineato il presidente del network Micexperience, organizzatore della mostra, “la conclusione di un percorso iniziato nel 2018 con la nascita del progetto Puglia Walking Art: le grandi mostre in Puglia Il primo dal titolo Picasso e l’altra metà del cielo ha iniziato un percorso, un percorso che ha portato un gruppo di imprenditori, che ho il privilegio di rappresentare in qualità di presidente della rete d’impresa Micexperience, e un gruppo di Comuni (tra cui Mesagne, Ostuni e Martina Franca) a portare ai propri concittadini , e non solo, le forti emozioni che si possono provare alla vista della bellezza che sprigiona un’opera d’arte di un grande artista, come, in questo caso, il genio indiscusso che è Caravaggio. E’ Un grande evento culturale con un respiro che va oltre la Puglia, la mostra Caravaggio e il suo tempo vuole rappresentare la maturità di un progetto culturale in cui noi pugliesi siamo i protagonisti assoluti della crescita, di una consapevolezza del gusto per il bello che ci permette di esprimere esattamente chi siamo, non semplici spettatori ma protagonisti nel nostro tempo”.

Il professore Pierluigi Carofano, curatore della mostra insieme a Tamara Cini, ha sottolineato come

“la figura di Caravaggio, a quattrocento anni dalla sua morte, suscita ancora grande interesse nella società contemporanea”.

L’iniziativa”, ha poi proseguito, “nasce dall’idea di segnare il percorso del grande genio lombardo partendo dalla sua prima formazione fino agli anni della maturità. Saranno presenti numerosi capolavori originali provenienti da una collezione privata poco nota al grande pubblico con la presenza non solo del genio lombardo ma di artisti che lo hanno formato: da Peterzano ai fratelli Ludovico e Annibale Carracci, passando per Orazio Lomi Gentileschi, Mattia Preti, Luca Giordano, Orazio Riminaldi, Artemisia Gentileschi e tanti altri”.

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La mostra ospita anche quattro opere del pittore tarantino Roberto Ferri, il cui stile attinge alla tradizione seicentesca: la sua arte, riconosciuta da Vittorio Sgarbi, è profondamente ispirata ai pittori barocchi e al Caravaggio.

“A Mesagne capita che la comunità viva, ormai da qualche anno, il tempo della un nuovo inizio”, ha invece detto il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano”, “e lo fa attraverso un’arma potentissima: la bellezza. Quella bellezza capace di scacciare la bruttezza vissuta nel passato. La pittura, e più in generale l’arte, è proprio questo: guardare se stessi e il mondo con occhi diversi, è scrutare infiniti mondi. L’infinito esercizio di ricerca di quella bellezza che dilata il tempo della nostra felicità”.

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Ovviamente grande entusiasmo da parte del sindaco di Mesagne Antonio Matarrelli.

“La mostra dedicata al genio del Seicento e ad altri grandi artisti contemporanei impreziosisce una felice stagione: i 42 dipinti originali custoditi nelle splendide sale del Castello Normanno-Svevo, che dispiegano la genesi e l’evoluzione del naturalismo caravaggesco negli occhi dei visitatori, rendono Mesagne protagonista di uno straordinario evento di richiamo internazionale. Ma la presenza di quei capolavori rappresenta anche il prezioso emblema del percorso di crescita, impegno e consapevolezza che ha portato la città e i suoi abitanti a pretendere il meglio. i nomi dell’immenso pittore lombardo, ma anche quelli di Ludovico Carracci e della rivoluzionaria artista Artemisia Gentileschi, danno ulteriore linfa vitale a quel percorso di rinascita culturale e sociale che Mesagne ha sognato e vissuto negli ultimi decenni”.

“Ancora una volta Mesagne”, ha concluso il primo cittadino del centro messapico, “ha alzato l’asticella proiettandosi oltre, in una sfida che tutti sentivamo di meritare e che abbiamo letto come un’enorme opportunità, un’opportunità imperdibile che ci avrebbe fatto fare ulteriori passi in avanti”.

La mostra sarà fruibile ai visitatori il lunedì dalle 17,00 alle 22,00, dal martedì alla domenica dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 17,00 alle 22,00.

CARAVAGGIO

Michelangelo Merisi da Caravaggio (1571-1610) è uno dei pittori più importanti della storia dell’arte occidentale e anche uno dei più noti. Un artista considerato moderno non solo per via della sua produzione rivoluzionaria, ma anche per la sua vita tormentata e violenta.

Nacque a Milano, dove ebbe luogo anche il suo apprendistato. Negli ultimi anni del XVI secolo, Caravaggio iniziò a lavorare, a Roma, per il cardinale Francesco Maria del Monte. La sua fama crebbe, grazie alla particolarità della sua arte, al centro di accesi dibattiti. In questo periodo iniziò a realizzare opere di grandi dimensioni, mentre tanti artisti lo ammiravano e si ispiravano a lui.

Caravaggio realizzò molte tele di tema sacro, ma scelse sempre personaggi e situazioni umili, in linea con una concezione originaria della Chiesa. Non mancarono episodi di polemica: La morte della Vergine, realizzato per la chiesa di Santa Maria della Scala, a Roma, venne rifiutato. La Madonna infatti è rappresentata con i piedi e le caviglie scoperte, ma soprattutto con il ventre gonfio, palesemente incinta. Bisogna anche ricordare che egli usava spesso prostitute e senzatetto come modelli, ritratti realisticamente.

Intanto erano iniziati anche i guai con la giustizia: il temperamento acceso di Caravaggio diede luogo a diversi episodi di violenza. Spesso venne arrestato per rissa, offese alle guardie cittadine e possesso di armi.

Secondo alcuni biografi, anche il trasferimento a Roma sarebbe stato dovuto alla fuga in seguito a un omicidio commesso a Milano.

Tra il 1605 e il 1606 accaddero i fatti più gravi: nel primo caso, il ferimento grave di un rivale in amore, nel secondo caso invece, l’artista venne ferito, ma uccise il suo avversario e venne condannato alla decapitazione. L’artista lasciò Roma e iniziò la sua fuga per l’Italia.

Da questo momento, nelle sue opere, si moltiplicarono le figure di uomini decapitati, che spesso erano autoritratti.

La famiglia Colonna lo aiutò a nascondersi nei territori dei suoi feudi, rifugiatosi presso un altro ramo dei Colonna, iniziò il grande periodo napoletano.

Successivamente si spostò a Malta, ma in seguito a una rissa, venne arrestato, evase e fuggì in Sicilia

Tornato a Napoli, venne aggredito e rimase sfigurato. Nel frattempo, speranzoso di ricevere il perdono del papa, preparò il ritorno a Roma. Il traghetto che lo lasciò a circa 40 km dalla città si portò però via i quadri con cui egli avrebbe dovuto pagare la sua libertà.

Morì in Toscana, a Porto Ercole, probabilmente per un’infezione. Un’altra ricostruzione, invece, lo vede assassinato a Ladispoli da sicari dei cavalieri di Malta.

 

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