Area irrespirabile, puzza di fogna in via Maja Materdona e nelle zone limitrofe

E successo nuovamente questa mattina. La protesta dei residenti, che denunciano una situazione invivibile che si trascina oramai da tempo

Via Maja Materdona Mesagne 2 PHOTO 2023 09 05 13 10 08

Olezzi nauseabondi, che ti obbligano a stare in casa con porte e finestre chiuse.

Era già successo nelle scorse settimane, la questione si è ripetuta anche questa mattina (martedì 5 settembre) nella centralissima via Maja Materdona e in alcune vie adiacenti che si presentavano con un tanfo che proveniva dai tombini e dalle fogne, invadendo così la zona.

Una puzza di fogna talmente forte e nauseante da far stare male.  Un impedimento notevole per chi è impegnato quotidianamente nel compiere il proprio lavoro con attenzione e impegno, in modo tale da essere operativo ed efficiente

Certo non un gran bel biglietto da visita, tutt’altro per un zona dove insiste anche la scuola primaria Giovanni XXIII, oltre a tutta una serie di esercizi commerciali.

Eppure appena un paio di mesi fa la stessa via insieme ad alcune vie limitrofe (tra queste via Luigi Cadorna) sono state interessate dai lavori di rifacimento dell’intera conduttura che dall’incrocio di via Epifanio Ferdinando sono arrivati a superare il santuario di Mater Domini fino ad arrivare nei pressi di viale Indipendenza.

Alla fine degli stessi sarebbero dovuti scomparire quell’odore ributtante e disgustoso che nelle giornate di scirocco appestava l’intero quartiere.

L’investimento che Aqp aveva destinato per questa parte della città ammontava a circa un milione di euro e lo stesso Sindaco di Mesagne Toni Matarrelli aveva dichiarato che “risistemare la fogna è un’opera di riqualificazione che migliorerà la qualità della vita dei residenti”.

Pare però che tutto sia rimasto nel libro dei sogni, perché il problema resta, eccome se resta.

“E’ una situazione invivibile. L’odore di fogna è nauseabondo e penetra nelle nostre abitazioni. Questo odore ristagna nelle nostre case e rende malsana la zona. Tutto ciò ci costringe a chiuderci in casa, e a turarci il naso e la bocca se, invece, siamo fuori casa”, dicono i residenti ormai esasperati da questa situazione.

“C’è la necessità di avere una risposta chiara, perché è a rischio la nostra salute. Che dire soprattutto dei soggetti fragili e di tutti quelli che hanno patologie respiratorie e non solo?”.

 

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