Asl di Brindisi sotto accusa: la Fials denuncia una situazione di trascuratezza verso i lavoratori più vulnerabili

Per il segretario generale Giuseppe Carbone denuncia "le gravi indadempienze agli obblighi di assunzione di lavoratori appartenenti aalle categorie protette" e sottolinea che si tratta"di una ferita aperta sul nostro sistema, un oltraggio ai principi di giustizia sociale e uguaglianza"

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Il Segretario Generale della Fials Giuseppe Carbone va all’attacco dell’Azienda Sanitaria Locale di Brindisi scrivendo all’Ispettorato del Lavoro, all’Arpal Ambito Territoriale di Brindisi ed al Dipartimento Politiche del Lavoro della Regione Puglia per  denunciarne le gravi inadempienze in merito all’assunzione di lavoratori appartenenti alle categorie protette, come previsto dalla Legge n.68/99.

Nella missiva lo stesso Carbone mette a nudo una situazione di assoluta trascuratezza verso i lavoratori più vulnerabili e sottolinea come l’azienda sanitaria abbia trasformato la presentazione dei prospetti informativi in un mero atto formale, senza tradurli in azioni concrete, volte a creare opportunità lavorative per le categorie protette.

“È inaccettabile”, dice, “che un ente pubblico, quale l’ASL di Brindisi, mostri un totale disinteresse verso i doveri legali che impone la legge a tutela dei lavoratori più vulnerabili. Questa situazione è una ferita aperta sul nostro sistema, un oltraggio ai principi di giustizia sociale e uguaglianza. Non possiamo permettere che si continui a trascurare i diritti dei lavoratori appartenenti alle categorie protette, e per questo, chiediamo un intervento immediato per porre fine a questa vergognosa situazione”.

Carbone chiede un intervento immediato da parte degli organi preposti, attraverso una rapida indagine risolutiva da parte delle autorità competenti, verificando l’inadempimento dell’ASL di Brindisi e sollecitando l’avvio immediato delle procedure di assunzione per garantire la copertura delle quote di riserva previste dalla legge.

“La FIALS”, conclude Carbone,  “seguirà da vicino gli sviluppi di questa vicenda, continuando a lottare per i diritti e la giustizia sociale dei lavoratori, in particolare di coloro che appartengono alle categorie protette, il cui rispetto deve essere al centro dell’azione di ogni ente pubblico”.

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