Concerto di Moni Ovadia & Rom Arab Beat a Mesagne

Moni Ovadia ha dato avvio alla sua carriera d'artista come ricercatore, cantante e interprete di musica etnica e popolare di vari paesi

Ovadia foto

Il Maghreb incontra i Balcani: l’appuntamento è questa sera (martedì 25 luglio) a Mesagne in Piazza Orsini del Balzo a partire dalle ore 22,30 per il concerto (ingresso gratuito) di Moni Ovadia & Roma Arab Beat.

L’iniziativa si svolge nell’ambito del Meff-Messapica Film Festival ed è inserita nel programma “MesagnEstate 2023” promosso dall’Amministrazione comunale.

“Gli innumerevoli linguaggi della musica hanno sperimentato forme e stili con libertà, genialità e originalità. Nel nostro tempo più recente gli orizzonti espressivi, timbrici e ritmici di diverse culture si sono incontrati per dare vita a esperienze di meticciato culturale che hanno avuto esiti stupefacenti. Romarabeat si colloca all’interno di questo contesto e mette in relazione strutture della musica araba con quelle della musica romanì. Il connubio fa germinare musicalità emozionanti commoventi e sorprendenti da cui escono iridescenze inedite per sonorità ed energie”, sottolinea Moni Ovadia che guiderà i presenti con racconti e letture attraverso il mare magnum dell’umanità più vera.

La civiltà araba, diffusa in tutto il Mediterraneo, ha costellato il mondo occidentale di tesori di architettura, letteratura, pittura e musica. Le sue melodie e i suoi strumenti hanno profondamente influenzato la storia e la sensibilità musicale dell’Occidente, da Istanbul ai Balcani, dai regni del Maghreb alla Sicilia, fino in Andalusia. Accanto ai musicisti arabi che componevano e diffondevano questo repertorio troviamo altri eccellenti Interpreti di questa ricchissima tradizione: i Rom. Gli artisti provenienti dal nord Africa in Andalusia e quelli che si spostavano dalla Turchia nei Balcani si avvalevano della collaborazione di strumentisti locali che spesso erano gitanos (in Spagna) e tsigani (in Romania, Bulgaria e Grecia). Due culture che nel corso dei secoli hanno condiviso un mondo di suoni, di ritmi e di danze si rincontrano oggi e, senza sapere perché, si riconoscono.

I Roma Arab Beat sono: Paolo Rocca ai clarinetti, Ziad Trabelsi voce e oud, Primiano Di Biase alle tastiere, Albert Mihai alla fisarmonica, Simone Talone alle percussioni.

Romarabbeat

CHI E’ MONI OVADIA

Nato a Plovdiv in Bulgaria nel 1946, da una famiglia ebraicosefardita, dopo gli studi universitari e una laurea in scienze politiche, Moni Ovadia ha dato avvio alla sua carriera d’artista come ricercatore, cantante e interprete di musica etnica e popolare di vari paesi.

Formatosi come cantante di musica popolare sotto la guida di Roberto Leydi col gruppo Ensemble Havadià, nel 1984 si dedica al teatro avviando una serie di collaborazioni con numerose personalità della scena tra cui Pier’Alli, Bolek Polivka, Tadeusz Kantor, Giorgio Marini, Franco Parenti. È questa per Moni Ovadia l’occasione di fondere le proprie esperienze di attore e di musicista, dando vita alla proposta di un “teatro musicale” lungo il quale ancora oggi opera la sua ricerca espressiva.
Nel 1993 con “Oylem Goylem”, una creazione di teatro musicale in forma di cabaret, Ovadia si impone all’attenzione del grande pubblico e della critica giornalistica. A questo spettacolo ne seguiranno molti altri quali Dybbuk, Ballata di fine millennio, Il caso Kafka, Mame,mamele,mamma,mamà… Il Banchiere errante, L’Armata a cavallo, Le storie del Sig.Keuner, Shylock, il Mercante di Venezia in prova, solo per citarne alcuni.
Grande successo di critica e di pubblico ha ottenuto con “Le Supplici” di Eschilo in scena al Teatro Greco di Siracusa nei mesi di maggio e giugno 2015, tragedia greca di cui è stato regista e co-protagonista insieme a Mario Incudine.
Per il cinema ha lavorato con molti registi, tra cui Nanni Moretti, Mario Monicelli, Roberto Andò, Roberto Faenza. Radio, dischi, libri, lezioni universitarie, fanno da contrappunto alla sua attività principale.

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Per cinque anni è stato Direttore Artistico di Mittelfest (Festival della cultura mitteleuropea) di Cividale del Friuli.

Nel corso di questi anni gli sono stati conferiti numerosi premi alla carriera e all’impegno civile tra i quali, come egli stesso ama ricordare, il “Sigillo per la pace”, conferitogli dalla città di Firenze, il “Premio Franco Enriquez” per l’impegno civile, il “Premio Speciale UBU 1996” per la sperimentazione teatrale, il “Premio Govi” dalla città di Genova e nel 2009 dal Presidente della Repubblica Italiana il Premio De Sica per il teatro e nel 2010 il prestigioso Premio Musatti dalla Società Psicoanalitica Italiana. Nell’autunno del 2005 gli è stata conferita una laurea honoris causa in Lettere-Filosofia dall’Università di Pavia e, nel 2007, in Scienza della Comunicazione dall’Università per Stranieri di Siena.
Moni Ovadia è considerato uno dei più prestigiosi e popolari uomini di cultura ed artisti della scena italiana.

Il suo teatro musicale, ispirato alla cultura yiddish che ha contribuito a fare conoscere e di cui ha dato una lettura contemporanea, è unico nel suo genere, in Italia ed in Europa. Il suo pubblico abbraccia tutte le generazioni. È anche noto per il suo costante impegno etico e civile a sostegno dei diritti e della pace

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