Da WORKLIMATE 2.0 una piattaforma previsionale per ridurre gli impatti dell’esposizione alle elevate temperature sulla salute e produttività dei lavoratori

La piattaforma contiene una sezione specifica dedicata alla previsione delle aree in cui è possibile il superamento della soglia di temperatura giornaliera di 35 °C”

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Le temperature elevate non lasciano tregua, soprattutto al Sud (e in Puglia) dove l’ondata di calore sembra proprio non voler concedere una tregua.

Ovviamente anche l’esposizione dei lavoratori a questo clima torrido sta contribuendo a creare disagi e infortuni nei luoghi di lavoro che in alcuni casi sono risultati anche mortali. Infortuni avvenuti in varie parti d’Italia, da nord a sud – isole comprese- che purtroppo si sono estesi oltre le zone tipicamente caratterizzate dalle temperature più elevate, e hanno toccato molti settori lavorativi, non solo quelli considerati a maggior rischio come l’agricoltura e le costruzioni, e hanno coinvolto lavoratori stranieri e italiani.

Al tema è dedicato il progetto “Worklimate 2.0” (https://www.worklimate.it/), coordinato da Consiglio nazionale delle ricerche attraverso l’Istituto per la BioEconomia (Cnr-Ibe) e INAIL, con il contributo di altri partner.

La piattaforma contiene una sezione specifica dedicata alla previsione delle aree in cui è possibile il superamento della soglia di temperatura giornaliera di 35 °C” (https://www.worklimate.it/previsioni-new/#superamento), con mappe di previsione a livello italiano per 3 giorni.

“La previsione fornita è a maggiore risoluzione rispetto a quelle sviluppate in precedenza, in quanto basata su un modello meteorologico a risoluzione di 2.5 km”, spiega Marco Morabito (Cnr-Ibe).

“La nostra piattaforma integra quanto contenuto nelle recenti ordinanze regionali “anti-caldo” firmate dai Presidenti delle regioni Puglia, Basilicata e Calabria, nonché le istruzioni già fornite da Inps per la cassa integrazione ordinaria in caso di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa a causa di temperature elevate”.

Sul sito del progetto, sono inoltre pubblicati i primi report “Caldo e Lavoro” relativi all’estate 2023.

Di fatto le mappe prevedono, fino a tre giorni, le aree geografiche dove si concentrano i maggiori rischi derivanti dal caldo, colorandole di rosso vivo.

Venerdì 21 luglio 2023 TGG33 ita 1

 

Sabato 22 luglio 2023 TGG33 ita 2

 

Domenica 23 luglio TGG33 ita 3

La scala del pericolo per i lavoratori va dal verde (nessun rischio), al rosso, livello massimo, passando per il giallo e l’arancione, che indicano rispettivamente un basso e un moderato rischio.

Intanto l’Inps ha reso noto che sarà possibile attivare la Cig anche per una temperatura sotto i 35 gradi se si lavora sotto il sole o se l’umidità dell’aria aumenta il valore del caldo percepito.
Bisognerà pertanto tener conto della tipologia di attività svolta e delle condizioni nelle quali si trovano ad operare i lavoratori.

E’ l’indicazione contenuta in un nuovo ‘messaggio’ dell’Inps diffuso nel quale si legge che “in considerazione dell’eccezionale ondata di calore e dell’incidenza che tali condizioni climatiche possono determinare sulle attività lavorative e sull’eventuale sospensione o riduzione delle stesse con riconoscimento del trattamento di integrazione salariale“.

 

 

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