“Daspo Willy” per un 23enne responsabile di una violenta aggressione nei confronti di un altro giovane

Il provvedimento è scaturito a seguito di una scrupolosa istruttoria effettuata dalla Divisione Polizia Anticrimine della Questura.

Polizia di Stato Mesagne 2

Nella giornata di ieri -mercoledì 3 gennaio 2024, il personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Mesagne ha notificato la misura di prevenzione del cosiddetto Daspo Willyemesso dal Questore di Brindisi, Annino Gargano, nei confronti di un ventitreenne del posto che, nell’autunno scorso, nelle vicinanze della Villa Comunale, si era reso responsabile, davanti ad un bar e alla presenza di numerose persone, di una violenta aggressione nei confronti di un altro giovane.

Il provvedimento è scaturito a seguito di una scrupolosa istruttoria effettuata dalla Divisione Polizia Anticrimine della Questura.

Per questo episodio delittuoso, il giovane è stato deferito all’Autorità Giudiziaria dagli uomini del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Mesagne e nei suoi confronti è stato emesso il provvedimento amministrativo di Daspo per la durata di un anno, misura che prevede il divieto di accedere e stazionare, nelle ore serali e notturne, nei luoghi e nelle immediate vicinanze di tutti i pubblici esercizi che insistono nei pressi della Villa Comunale di Mesagne.

L’eventuale inosservanza del provvedimento è punita con la reclusione da sei mesi a due anni e dalla multa da 8.000 a 20.000 euro.

Cosa è il Daspo Willy

Già da diversi anni esiste questa misura che permette ai questori di vietare l’accesso ai locali e ad alcuni esercizi pubblici alle persone che compiono determinati reati o sono anche solo denunciate. La norma, che si ispira allo strumento introdotto per arginare la violenza negli stadi, è stata ribattezzata ‘Willy’ in ricordo del giovane pestato e ucciso a Colleferro il 6 settembre 2020.

Il daspo Willy è una cosiddetta “misura di prevenzione personale atipica” disciplinata nel dicembre 2020 all’indomani proprio dell’omicidio del ventiduenne Willy Monteiro Duarte a Colleferro, in provincia di Roma. Da qui il nome “daspo Willy“.

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Lo strumento è un diretto discendente del daspo che impedisce a chi si macchia di violenza di accedere alle manifestazioni sportive, nonché del daspo urbano di cui viene considerato un ampliamento. Le persone colpite da questo tipo particolare di misura non sono più ammesse nei locali e nei pubblici esercizi.

 I casi in cui viene applicato

Il decreto che disciplina il “daspo Willy” è il 130 del 2020. All’articolo 11 dello stesso si legge che “nei confronti delle persone denunciate, negli ultimi tre anni, per reati commessi in occasione di gravi disordini avvenuti in pubblici esercizi o in locali di pubblico trattenimento ovvero nelle immediate vicinanze degli stessi, o per delitti non colposi contro la persona o il patrimonio ovvero aggravati ai sensi dell’articolo 604-ter del codice penale, qualora dalla condotta possa derivare un pericolo per la sicurezza, il questore può disporre il divieto di accesso a pubblici esercizi o locali di pubblico trattenimento specificamente individuati in ragione dei luoghi in cui sono stati commessi i predetti reati ovvero delle persone con le quali l’interessato si associa, specificamente indicati. Il questore può altresì disporre, per motivi di sicurezza, la misura di cui al presente comma anche nei confronti dei soggetti condannati, anche con sentenza non definitiva, per taluno dei predetti reati“.

Il provvedimento prevede che la stessa misura possa essere applicata anche nei confronti di coloro che “abbiano riportato una o più denunce o una condanna non definitiva, nel corso degli ultimi tre anni, relativamente alla vendita o alla cessione di sostanze stupefacenti o psicotrope (…), per fatti commessi all’interno o nelle immediate vicinanze di scuole, plessi scolastici, sedi universitarie, locali pubblici o aperti al pubblico, ovvero in uno dei pubblici esercizi”

 

 

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