Toni Matarrelli si conferma sindaco di Mesagne per i prossimi cinque anni. “Vittoria bulgara” si dice in questi casi, perchè l’uscente primo cittadino ha letteralmente strapazzato il suo contendente, il Dott.Vincenzo Lotesoriere.

ll trend è apparso chiaro sin dalle prime schede scrutinate e il vantaggio corposo nell’immediatezza. Dopo appena un’ora, il dado era tratto.

Impietosi i numeri. I dati dello spoglio sono inequivocabili: 94,57% (14.004 voti) contro il 5,43% (804 voti) secondo i dati forniti dal Viminale (27/27 sezioni). Così come il dato dei seggi: 16 a 0.

Sui 25.153 aventi diritto, si sono recati alle urne 15.277 votanti (il 60,74%), 307 sono state le schede nulle, 162 le bianche e 0 schede contestate.

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“Sì, sono felice, felicissimo di avere vinto”, sono state le sue prime parole.

“E sì, il 95% è un record nazionale che fa impressione anche a me. Ma mi mancano le parole per l’ondata di affetto che ho sentito arrivare da ogni parte della mia comunità, dai giovani, dagli anziani, dalle donne, dagli uomini. Proverò ad essere all’altezza di ciascuno di voi, da oggi parte un nuovo impegno, una nuova sfida”.

Di fatto è stato un vero e proprio tsunami che ha travolto tutto e tutti. Ma diciamola veramente tutta: qualcuno nutriva dubbi sull’esito di questa tornata amministrativa? In tutta franchezza no. Soprattutto a vedere le forze in campo, tanto, troppo sbilanciate: otto liste a sostegno dell’attuale primo cittadino (Avanti Mesagne, Città Solidale e Riformista, La Mia Città, Lista Civica Vizzino, Mesagne Centro, Mesagne Popolare, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico) contro una sola (Fratelli d’Italia) dell”avversario”, 128 candidati consiglieri a suo supporto contro gli appena 16 del suo “competitor”.

Quindi, perchè meravigliarsi? Perchè tanta enfasi per un risultato già scritto in partenza. E pure in questi termini, con queste dimensioni e con questi numeri.

Toni Matarrelli doveva vincere, anzi stravincere. Così è stato. I cittadini hanno sicuramente giudicato il lavoro fatto nei cinque anni del suo mandato, su questo non ci sono dubbi. Ma la “nuova corsa” alla poltrona di sindaco era una partita impari già in partenza, praticamente vinta sin dai suoi albori. Una vittoria schiacciante che non è mai stata in dubbio, e che non poteva esserlo minimamente.

Passata la ridondanza del momento e del record ottenuto, da oggi comincia un nuovo capitolo della storia. Perchè occorrerà mettersi subito lavoro per il bene comune.

 

 

 

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