Gli appuntamenti di novembre dell’”Associazione Giuseppe Di Vittorio” di Mesagne

Si comincia venerdì 10 con la presentazione del libro Cristiani per il socialismo 1973-1984” di Luca Kocci

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Sarà un mese di novembre particolarmente ricco d’iniziative quello che attende l’Associazione Giuseppe Di Vittorio di Mesagne. Una serie d’incontri letterari che prenderanno il via venerdì 10 con la presentazione del libro “Cristiani per il socialismo 1973-1984” di Luca Kocci.

Il volume ricostruisce per la prima volta la storia dei Cristiani per il socialismo (Cps) in Italia, dove il movimento, nato nel 1971 nel Cile di Salvador Allende, si costituisce nel settembre 1973, per iniziativa di cristiani di sinistra provenienti da Acli, Cisl, Comunità cristiane di base, gruppi e riviste della contestazione cattolica, chiese protestanti, che vogliono coniugare fede cristiana e impegno politico. L’intento generale dei Cps è trasformare la società in senso socialista e rinnovare la Chiesa in senso evangelico, l’obiettivo immediato è rompere l’unità politica dei cattolici nella Dc e spostare a sinistra la militanza dei credenti.

I Cps coinvolgono decine di migliaia di persone e attraversano i principali eventi politici, sociali ed ecclesiali degli anni 70 – la stagione dei movimenti, i referendum sul divorzio e l’aborto, le elezioni del 1975 e 1976 con la grande crescita del Pci, la parabola della nuova sinistra, l’assassinio di Aldo Moro, l’elezione di Giovanni Paolo II –, fino al lento esaurimento all’inizio degli anni 80. A cinquant’anni dalla fondazione del movimento, conserva ancora grande valore il percorso di credenti che, in un difficile equilibrio, hanno scelto di vivere la fede e la politica in partibus infidelium: cristiani nella sinistra e socialisti nella chiesa.

Dialogherà con l’autore Fortunato Sconosciuto.

La settimana successiva (venerdì 17, sempre alle 17,30) sarà la volta della presentazione del romanzo storico-noir “In principio era la bestia (edizione Feltrinelli) di Omar Di Napoli.

Ispirato a una storia vera, è il racconto di un viaggio affascinante e oscuro al termine dell’Illuminismo, fra superstizione, sentimento del sacro, esoterismo e razionalità. In un Sud indomito e mannaro.

“Il modo migliore per rendere giustizia alla lingua italiana? Dare spazio ai suoi dialetti. E Omar Di Monopoli porta avanti – ancora una volta con magistrale compiutezza – questa missione, creando un mix di linguaggi e atmosfere tipiche del sud Italia nel suo ultimo romanzo che potremmo definire niente di meno che un giallo storico: In principio era la bestia.” – Lisa Cardello per Maremosso

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A dialogare con l’autore ci sarà Maria Rosaria Coppola.

Martedì 21 alle ore 17,00 è prevista invece la presentazione dell’XI Laboratorio di Antropologia Sociale e Visuale: “L’albero, la memoria, la comunità: gli “arbres à palabres” dell’Africa subsahariana occidentale” mentre venerdì 24 (ancora una volta alle ore 17,30), in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, è in programma il reading letterario con le parole di Michela Murgia, “Stai zitta e altre nove frasi che non vogliamo sentire più”.

Un libro che è uno strumento per evidenziare il legame mortificante che esiste tra le ingiustizie che viviamo e le parole che sentiamo. Ha un’ambizione: che tra dieci anni una ragazza o un ragazzo, trovandolo su una bancarella, possa pensare sorridendo che per fortuna queste frasi non le dice più nessuno.

“Di tutte le cose che le donne possono fare nel mondo, parlare è ancora considerata la piú sovversiva. Se si è donna, in Italia si muore anche di linguaggio. È una morte civile, ma non per questo fa meno male. È con le parole che ci fanno sparire dai luoghi pubblici, dalle professioni, dai dibattiti e dalle notizie, ma di parole ingiuste si muore anche nella vita quotidiana, dove il pregiudizio che passa per il linguaggio uccide la nostra possibilità di essere pienamente noi stesse. Per ogni dislivello di diritti che le donne subiscono a causa del maschilismo esiste un impianto verbale che lo sostiene e lo giustifica. Accade ogni volta che rifiutano di chiamarvi avvocata, sindaca o architetta perché altrimenti «dovremmo dire anche farmacisto». Succede quando fate un bel lavoro, ma vi chiedono prima se siete mamma”.

Sono tutte iniziative dell’associazione Amici della Di Vittorio Aps e della Biblioteca Portulano.

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