“Gravi criticità presso il Punto di Primo Intervento territoriale di Mesagne”: la denuncia della Pp Cgil Brindisi

"Le temperature torride di questi giorni, sommate al calore sviluppato dai macchinari presenti, rendono insostenibile la permanenza dei lavoratori all'interno dei locali".

Luciano Quarta Fp Cgil Brindisi

La denuncia è inequivocabile e giunge dalla FP CGIL Brindisi, che in una missiva inoltrata al Direttore Generale ASL Brindisi, al Direttore DSS4-Mesagne, al Responsabile SPPR ASL Brindisi, al Direttore Sanitario ASL Brindisi, nonché al Direttore Amministrativo ASL Brindisi, al Dirigente Servizio 118 ASL Brindisi e al Sindaco di Mesagne mette in luce le gravi criticità registrate presso il Punto di Primo intervento territoriale di Mesagne.

La richiesta è quella di un intervento immediato.

“Intendiamo portare alla attenzione della Comunità la gravissima situazione in cui versa il Punto di Primo Intervento Territoriale (PPIT) di Mesagne, ove le condizioni di lavoro sono divenute letteralmente disumane”, dice Luciano Quarta Segretario Generale Funzione Pubblica CGIL Brindisi.

“È di ieri (venerdì 21 giugno 2024, ndc) la notizia che, oltre ai condizionatori già non funzionanti da tempo, si è aggiunta la rottura di una tapparella che non consente il ricambio d’aria. Le temperature torride di questi giorni, sommate al calore sviluppato dai macchinari presenti, rendono insostenibile la permanenza dei lavoratori all’interno dei locali. Da tempo denunciamo il deterioramento della struttura afferente il PPIT 118 di Mesagne, con il personale ASL e Sanitaservice costretto ad ingegnarsi per garantire la tutela della salute dei cittadini ed il benessere e la sicurezza dei pazienti, creando condizioni potenzialmente pericolose”.

Sulla questione si registra anche l’intervento di Enzo Maglie, Rappresentante Lavoratori Sicurezza ASL BR per la FP CGIL Brindisi.

“Questa situazione”, dice, “viola palesemente le disposizioni dell’allegato 4 punto 1.9 del D.Lgs. 81/08 sul microclima, che impone di garantire: ‘Aerazione dei luoghi di lavoro chiusi -nei luoghi di lavoro chiusi, è necessario far sì che tenendo conto dei metodi di lavoro e degli sforzi fisici ai quali sono sottoposti i lavoratori, essi dispongano di aria salubre in quantità sufficiente anche ottenuta con impianti di areazione’. Oltre alle carenze già evidenziate da tempo, come la porta elettronica d’entrata mai riparata e sempre aperta (esponendo il personale ASL e Sanitaservice a rischi e alle intemperie) e le porte interne che ormai non si chiudono più, la questione dei condizionatori non funzionanti e delle tapparelle rappresenta il punto di non ritorno.

Quindi Francesco Pollasto Coordinatore Sanità FP CGIL Brindisi sottolinea come “il nostro personale sanitario, già in difficoltà, è ora sottoposto ad un’ulteriore e inaccettabile condizione: far fronte a disfunzionalità strutturali che compromettono il sistema di climatizzazione, non funzionante da tempo in quest’area. Tale situazione, oltre a mettere a repentaglio la salute e la sicurezza dei lavoratori, rischia di influenzare negativamente la qualità dell’assistenza sanitaria fornita. Ad oggi, persino il palliativo delle tendine per il sole non è più utilizzabile in quanto rotte da tempo e mai riparate. Le tapparelle forzate in chiusura creano un ambiente insalubre per mancanza di ricambio dell’aria. Questa condizione non solo alimenta la nostra preoccupazione, ma rappresenta una flagrante violazione delle normative in materia di sicurezza sul lavoro e tutela della salute dei pazienti”.

Per Quarta, Maglie e Pollastro “queste criticità si sommano alle numerose denunce effettuate dalla Funzione Pubblica CGIL Brindisi e mai risolte da chi dovrebbe gestire il servizio, continuando a creare disagio a lavoratrici e lavoratori. Chi gestisce il Servizio 118 dovrebbe garantire il massimo supporto logistico, assicurando ambienti di lavoro salubri, mentre invece tende a creare problematiche su cartellini e turnazioni. Da tempo chiediamo un intervento immediato, deciso e risolutivo da parte della ASL Brindisi per affrontare e risolvere questa situazione, essendo di fondamentale importanza garantire un ambiente di lavoro e di assistenza sicuro, salubre e soprattutto sereno, conforme alle normative vigenti per il personale e i pazienti. Considerando il caldo africano di questi giorni, ci risulta che la questione sia stata segnalata prontamente ai coordinatori infermieristici responsabili del 118, i quali non hanno fornito risposta”.

“Una corsa della speranza verso l’ospedale può quindi trasformarsi in un calvario per i lavoratori, che dovranno salire a bordo delle ambulanze dopo aver sofferto ore di caldo”, proseguono.

“I dipendenti si ritrovano sudati fradici e boccheggianti. Quando le temperature esterne non sono eccessive, la situazione è gestibile, ma appena superano i 26 gradi, come in questi ultimi giorni, il PPIT si trasforma in una sauna. È una situazione invivibile. I lavoratori sono stremati, anche a causa del forte caldo di questo periodo. Per gli operatori la situazione appare molto complessa, vista pure la necessità di indossare pesanti divise e protezioni. È importante sottolineare gli effetti del caldo non solo sui lavoratori, ma anche sui cittadini. Le alte temperature provocano un incremento significativo delle chiamate al 118, soprattutto per patologie legate al caldo come colpi di calore, disidratazione e scompensi cardiaci. Questo aumento del carico di lavoro, combinato con le condizioni disumane in cui il personale è costretto ad operare, crea una situazione di estremo rischio sia per gli operatori che per i pazienti”.

Le richieste della FP CGIL Brindisi sono consequenziali.

“Intanto esigiamo un intervento immediato per riparare i danni e ripristinare la piena funzionalità dei condizionatori nel PPIT di Mesagne, quindi Il tempestivo ripristino delle tapparelle e la riparazione della porta d’ingresso e delle porte interne e l’attuazione di misure urgenti per garantire un ambiente di lavoro salubre e sicuro per il personale e i pazienti”.

“In assenza di un riscontro concreto e di azioni tangibili entro 5 giorni dal ricevimento della presente”, conclude la missiva, “ci vedremo costretti ad intraprendere tutte le azioni sindacali e legali necessarie a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e dei cittadini”.

 

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