I pericoli della rete per gli adolescenti: una tavola rotonda ha spiegato come usare internet per non essere usati

Internet è senza dubbio una risorsa straordinaria. Tuttavia è importante farne un uso consapevole. Per navigare in tutta sicurezza, è bene conoscere i rischi che la rete porta con sé, al di là delle opportunità che essa offre

Convegno cyberbullismo

Internet è ormai parte integrante della vita quotidiana di bambini, ragazzi e dei loro genitori. Per questo è sempre più importante dare loro la possibilità di conoscere tutte le opportunità che la rete offre e i pericoli che si possono incontrare, per aiutarli a navigare in piena consapevolezza e sicurezza

Se n’è discusso nel corso di una tavola rotonda (molto ben riuscita) dal titolo “Connessi in sicurezza: scuola, istituzioni e famiglia insieme per tutelare i minori dai pericoli della rete”, tenutasi a Mesagne nell’Auditorium del Castello Normanno Svevo.

Due ore intense alla presenza della Prof.ssa Ornella Manco, (Dirigente Scolastica del II Circolo “Giovanni XXIII” di Mesagne) del Dott. Eugenio Cantanna (Dirigente UPGSP della Questura di Brindisi), del Dott.Vito Sacchi (Capitano della Compagnia dei Carabinieri di San Vito dei Normanni), del Dott. Luigi Massaro (Dirigente del Commissariato di Mesagne), del Dott. Luigi D’Oria, (Luogotenente al Comando della Stazione dei Carabinieri di Mesagne) e della psicologa, Dott.ssa Paola Marinò.

Interessante è stato il loro contributo per riflettere sull’uso consapevole degli strumenti tecnologici e sulla necessità di prestare la massima attenzione ai trend di abbassamento dell’età media nell’utilizzo delle tecnologie digitali e all’aumento del tempo medio trascorso on line da parte dei più giovani, soprattutto dopo la pandemia. Questo incontro è stato rivolto soprattutto alle famiglie che hanno figli piccoli o in età adolescenziale e sentono l’esigenza di saperne qualcosa di più, per acquisire tutte quelle informazioni necessarie a proteggere i propri ragazzi.

Dirigente Ornella Manco 1

Gli adolescenti sono abili nel muoversi all’interno del web, ma non conoscono i meccanismi che si attivano nel loro cervello, non hanno consapevolezza di tante reazioni che mettono in atto in modo automatico, senza pensare. Bisogna quindi aiutare genitori, insegnanti e ragazzi a conoscere potenzialità e rischi del digitale, facendo chiarezza rispetto ai reali pericoli in cui i minori possono imbattersi navigando in internet. E’ necessario modificare le loro abitudini e i loro comportamenti “prima che si consumi una tragedia silenziosa sotto i nostri occhi”.

ETA’ MEDIA

E’ stato tra l’altro evidenziata la necessità di prestare la massima attenzione ai trend di abbassamento dell’età media nell’utilizzo delle tecnologie digitali e all’aumento del tempo medio trascorso on line da parte dei più giovani, soprattutto dopo la pandemia. Nonostante la legge preveda che un utente possa avere accesso ai social media solo dopo aver compiuto 13 anni, nella realtà c’è una presenza massiccia di preadolescenti che hanno aperto un profilo indicando un’età maggiore o hanno usato quello di un adulto, magari anche un genitore più o meno consapevole. I minori utilizzano le nuove tecnologie, in particolare le app di messaggistica e i social network, in modo sempre più precoce, frequente e intenso.

IL TEMPO TRASCORSO ON LINE

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Tra i più giovani cresce in maniera esponenziale il tempo trascorso online, soprattutto dopo la pandemia. I più giovani passano la giornata all’interno dell’universo del digitale, amicizie comprese, ed è qui che bambini e adolescenti costruiscono anche la propria identità. Se per molti ragazzi navigare in rete, restandoci per lungo tempo, scambiarsi contenuti e messaggi, rappresenta un elemento di apertura al mondo, con la possibilità di scoprire nuovi interessi e, perché no, condividerli anche, per altri l’esposizione in rete produce ansia o può portare ad una vera e propria forma di dipendenza Quali le conseguenze? I comportamenti a rischio di dipendenza tecnologica, da social media o da gioco online, sono correlati a un aumento dell’ansia sociale, della depressione e dell’impulsività, ad un rendimento scolastico scarso, oltre che ad un maggior rischio di sovrappeso o obesità. Uno degli effetti legati alla dipendenza da internet diventa pertanto l’autoisolamento, che può raggiungere le forme più estreme con il ritiro dalla vita sociale per lunghi periodi senza avere nessun contatto con il mondo esterno, tanto da utilizzare solo e soltanto internet e i social network come unici mezzi di comunicazione.

I PERICOLI

La rete diventa troppo spesso il “teatro” dove si manifestano le più svariate forme di violenza contro la persona e la sua dignità. Offese e abusi compiuti online, hate speach, cyberbullismo, revenge porn sono purtroppo sempre più diffusi. Molte persone intrecciano con le nuove tecnologie un rapporto fino a giungere al punto di voler riprodurre in rete la propria vita, anche al prezzo di quella degli altri, fino a ridurre anche la percezione della “violenza”.

L’altro vero, serio pericolo riguarda la possibilità di entrare in contatto con adulti male intenzionati e di essere oggetti di attenzioni sessuali da parte degli stessi. E’ proprio la fascia preadolescenziale che, da quanto emerge nel report della Polizia Postale, nel 2023 ha avuto più interazioni sessuali tecno-mediate (206 su 351 casi totali).

L’ambiente digitale rappresenta per le giovani generazioni una straordinaria opportunità di ampliamento degli orizzonti, ma è necessario che tutti i bambini, le bambine e gli adolescenti siano accompagnati nella acquisizione delle competenze indispensabili per navigare in rete in modo creativo e consapevole, coinvolgendo e formando i loro punti di riferimento, ovvero gli adulti, a partire dai genitori e dai docenti.

E’ stato quindi un momento di analisi e di dibattito fondamentale per comprendere e affrontare le sfide emergenti nell’”era digitale”, ponendo al centro della discussione i pericoli e, al tempo stesso, la tutela dei diritti individuali.

Siamo in un epoca in cui se distruggono un I-phone ci disperiamo, se distruggiamo una persona non ce ne rendiamo nemmeno conto” (Cit.).

 

 

 

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