“I soldi pubblici”: nuovo affondo del Movimento Libero & Progressista nei confronti del sindaco Toni Matarrelli

"La curiosità e l’approfondimento sono tutto ciò che ci rende ontologicamente differenti dal sindaco e dalla sua Amministrazione Comunale", è l'attacco del movimento politico mesagnese nei confronti del primo cittadino

Sindaco Matarrelli
La querell che vede uno di fronte all’altro il primo cittadino di Mesagne Toni Matarrelli e il Movimento Libero & Progressista, oggi scrive un altro capitolo della sua storia. Sullo sfondo rimane il sondaggio commmissionato (con apposita delibera) a Yoodata Srl, che ora si arrichisce si una nuova puntata.
E’ lo stesso movimento politico mesagnese ad affondare il coltello nella piaga, e lo fa senza remore alcune.
“La curiosità e l’approfondimento sono tutto ciò che ci rende ontologicamente differenti dal sindaco e dalla sua Amministrazione Comunale”, si legge in una nota.
“Letta la replica del sindaco in cui definiva Yoodata un “autorevole istituto scientifico” utile a indagare sui “bisogni e soddisfazione dei cittadini di Mesagne”, si è reso d’obbligo qualche approfondimento su questa società. Abbiamo scoperto che il direttore scientifico è Alessandro Amadori (https://yoodata.it/chi-siamo)”.
“Il nome non vi dice nulla?”, si legge scorrendo le righe.
“Eppure, in questi giorni si è parlato tanto di lui. Alessandro Amadori è lo psicologo scelto per l’educazione di genere dal governo, dopo che l’assassinio della povera Giulia Cecchettin ha riportato sui banchi di Montecitorio il tema del “femminicidio”. Questo soggetto si è distinto per aver scritto un libro nel quale sostiene che i femminicidi sono causati “dal bisogno di sottomissione maschile“, che la violenza di genere non esiste e che le donne puntano a ridurre in schiavitù il genere maschile: le avesse definite anche prefiche avremmo capito il perché la scelta comunale sia ricaduta su di lui. A suo dire, nonostante almeno 100 casi accertati di femminicidio solo nel 2023, “le donne sono cattive più di quanto pensiamo”. Con buona pace di tutte le Giulia di Italia”.
“Quest’uomo”, prosegue la nota, “insieme ad altri 4 professionisti, gestisce “l’autorevole istituto scientific”” che ha decretato Matarrelli il sindaco più amato d’Italia. Alla società di quest’uomo sono andati 8.540 euro di soldi pubblici versati nelle casse comunali dai cittadini mesagnesi”.
Ed è lo stesso movimento a porre una serie di domande al sindaco Matarelli.
“Visto l’incarico diretto, è stato lei sig. Sindaco a valutare l’autorevolezza e la competenza della Yoodata? Ma soprattutto: è stato lei a valutare la necessità che si procedesse ad un sondaggio del genere? Aveva bisogno di far chiamare 500 mesagnesi per sentirsi dire che andava tutto bene? Ha perso il polso della città? Perché si definisce il più amato degli italiani, manco fosse una cucina componibile, se non conosce quanti e quali comuni italiani hanno commissionato identico sondaggio alla Yoodata? Stessimo parlando di 8000 comuni sondati in base alle stesse domande e medesime regole di comportamento, capiremmo, ma l’impressione è che in realtà le servisse una pezza d’appoggio dall’esterno per autoincensarsi.
Lei continua a non rispondere nel merito, ci etichetta come “i soliti noti” dalla cattiveria gratuita. Bene, sappia che noi viviamo e paghiamo le tasse a Mesagne, quindi deve render conto a noi come a tutti i cittadini di come spende i nostri soldi. E se non a noi, a questo punto, dovrà rispondere alla Corte dei Conti. Lei deve amministrare i nostri soldi, non spenderli per appagare il suo ego. E visto che parliamo di soldi pubblici ed incarichi diretti, non è arrivato il momento di darci qualche delucidazione sul perché la provincia di Brindisi e l’Autorità Idrica Pugliese, entrambe da lei presiedute, continuino ad assegnare incarichi a professionisti (e non) mesagnesi? A cosa dobbiamo questo boom di competenze? Non siamo in grado di esprimerci sulla competenza di questi professionisti, ma balza all’occhio ritrovarci suoi consiglieri comunali, suoi delegati e – addirittura – il suo testimone di nozze”.
La questionie si sposta poi su eventuali “soldi in nero” che il sottosegretario Vittorio Sgarbi avrebbe percepito per la sua visita a Mesagne in occasione della mostra di Caravaggio.
A riguardo, la replica del sottosegretario a Dario Di Caterino, 45enne pugliese, ex social media e manager del critico d’arte che ha rivelato le attività “parallele” di Sgarbi, con il quale avrebbe cominciato  il rapporto professionale nel febbraio 2022, è stata lapidaria: “ I soldi in nero” cui fa riferimento Di Caterino e che il giornale, senza alcun riscontro, pubblica, sono quelli presi dal Di Caterino stesso per la prefazione di un libro e una mostra privata a Mesagne (Puglia)”.
Resta il fatto che qualcosa nella vicenda sembrerebbe non tornare proprio. Una sorta di matassa da dipanare, un “intreccio” che proprio il sindaco Toni Matarrelli (o chi per lui) dovrebbe sbrogliare facendo chiarezza al più presto.
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“Tornando ai soldi pubblici”, evidenzia il Movimento Libero & Progressista, “è di oggi la notizia per cui Vittorio Sgarbi, allorché la scorsa estate venne a Mesagne in occasione della mostra di Caravaggio, sarebbe stato pagato in “nero”. Possiamo chiederle spiegazioni o no?
Lo ribadiamo: l’assenza di una opposizione cittadina le sta facendo del male, la sensazione è che lei non abbia più alcun freno; la sensazione è che lei amministri la cosa pubblica come fosse cosa sua”.
“Nota a piè pagina: a proposito di opposizione cittadina, ma qualcuno sa che fine ha fatto il PD?”, concludono i rappresentanti del movimento politico.
“Nanni Moretti, rivolgendosi a D’Alema, disse: “Dì qualcosa di sinistra”. Noi ci rivolgiamo alla segretaria cittadina ed a quello provinciale semplicemente chiedendo: “Dite qualcosa!”.

 

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