Il 42% degli operatori sanitari in Puglia ha subito una forma di violenza

I risultati sono stati resi noti nel corso di un convegno tenutosi a Bisceglie. Il presidente Michele Emiliano: "La sicurezza sui luoghi di lavoro è elemento imprescindibile per tutti"

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Il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha partecipato nella giornata di ieri (venerdì 26 maggio) a Bisceglie a un evento sulla Sicurezza degli Operatori Sanitari organizzato da Regione Puglia, Asl Bt  e SiRGISL.

“L’approccio scientifico ad  un problema complesso che riveste più tematiche è certamente un ottimo punto di partenza per l’analisi dei dati, per cui ringrazio il dott. Sivo per il meticoloso lavoro svolto”, ha detto Emiliano.

“È chiaro che le situazioni sanitarie provocano un enorme stress sia relativamente alle attività degli operatori sanitari, sia nei confronti dei pazienti i quali, spesso, non hanno la piena consapevolezza di quello che accade in un Pronto Soccorso o in un reparto. Pronto Soccorso che oramai è diventato un ambulatorio di prima visita, fatto questo questo che può determinare delle storture nei rapporti tra pazienti e operatori. La presenza delle forze dell’ordine nei presidi sanitari è fondamentale ma non totalmente sufficiente. Dobbiamo continuare anche a formare gli operatori sanitari che devono affrontare situazioni difficili, con il rischio di reazioni sbagliate. La protezione fisica è doverosa ma occorre una alleanza tra i protagonisti della sanità ed i cittadini. A tutti chiediamo più responsabilità e più correttezza per evitare che maturino rischi di aggressioni verbali e fisiche. Analizzeremo i dati della giornata perché la sicurezza sul luogo di lavoro, nei presidi ospedalieri e nei Pronto Soccorso è un obiettivo imprescindibile per la Regione e penso per tutti”.

Negli ultimi anni si è assistito a un preoccupante incremento delle aggressioni contro gli operatori sanitari. Tale fenomeno, sotto forma di violenza psicologica, verbale e/o fisica, assume rilevanza sia in ambito nazionale che internazionale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, stima che circa un operatore sanitario su due, nel corso della propria carriera, sia stato vittima di violenza.
Di questo e dell’indagine esplorativa sul fenomeno della violenza nei confronti degli operatori sanitari afferenti al Sistema Sanitario Regionale pugliese, sviluppata dal Sistema Regionale di Gestione Integrata della Sicurezza sul Lavoro (SiRGISL), coordinato dal dott. Danny Sivodirigente responsabile UOSVD Sicurezza e sorveglianza sanitaria Asl Bt – con il supporto della Scuola di Specializzazione di Medicina del Lavoro dell’Università degli Studi Aldo Moro di Bari, diretta dal Prof. Luigi Vimercati, si è discusso durante un importante convegno regionale, organizzato dall’Asl Bt, tenutosi a Bisceglie.

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Prezioso il contributo al dibattito del Procuratore della Repubblica del Tribunale di Trani dott. Renato Nitti e la Presidente della Sezione Lavoro dello stesso Tribunale dott.ssa Angela Arbore relativamente all’inquadramento giurisprudenziale e penale del fenomeno. Presenti il presidente nazionale FNOMCEO. Filippo Anelli e il prof. Alessandro Dell’Erba, presidente della Scuola di Medicina di Uniba.

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I Medici Competenti delle strutture sanitarie regionali hanno coinvolto un campione rappresentativo di oltre tremila (3140 per l’esattezza) dipendenti, rappresentati da Medici, Infermieri ed altri operatori sanitari o di interesse sanitario, ai quali è stato chiesto di rispondere in forma anonima ad una serie di quesiti presenti nel questionario Workplace Violence in the Health Care Sector, redatto da prestigiose Istituzioni Internazionali, tra le quali anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Allo Studio hanno partecipato tutte le 10 Aziende Sanitarie e tutti gli Ospedali e i Distretti della Puglia. I risultati attestano che circa il 42% degli operatori ha riferito di aver subito una forma di violenza sul luogo di lavoro, in accordo con i dati nazionali ed internazionali disponibili in letteratura.

In particolare, le categorie maggiormente interessate dal fenomeno sono state quelle dei medici (34,7% sul totale della categoria), degli infermieri (32,9%) e dei farmacisti ospedalieri (31,9%). Sebbene la maggior parte di tutti gli episodi di violenza riferiti siano stati di natura verbale (87%), si ritiene comunque necessario attenzionare anche la percentuale degli episodi di violenza fisica (12%) e di molestia sessuale (3%) registrati nell’ultimo anno. Inoltre più del 90% degli episodi di violenza hanno avuto luogo all’interno delle strutture ospedaliere. Il rischio di aggressione è risultato superiore in occasione del turno notturno (35,1%).
Di particolare Interesse i dati sulle cosiddette Unità Operative “difficili” (Case circondariali, REMS) spesso oggetto di casi di cronaca.

“È opportuno sottolineare che qualsiasi forma di azione preventiva”, ha commentato il Dott. Danny Sivo -dirigente responsabile UOSVD Sicurezza e sorveglianza sanitaria Asl Bt, “difficilmente potrà trovare efficacia in assenza del sostegno delle Autorità locali, regionali e nazionali, chiamate a promuovere ed incentivare campagne di sensibilizzazione per accrescere nell’opinione pubblica la consapevolezza sulla complessità e sull’importanza del lavoro svolto dagli operatori sanitari”.

“Sulla base di quanto emerso dai dati e dalla esperienza del Comitato Scientifico SiRGISL”, ha poi proseguito, “è stata elaborata una bozza di Linee di Indirizzo sulla Prevenzione e Protezione che, con una serie di strumenti, intende operare sulle cause del fenomeno che evidenzia anche un forte stato di stress sul Sistema Sanitario con numerosi casi di molestie anche tra operatori sanitari”.

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