“Il governo Meloni ferma la decontribuzione Sud”.

Lo denuncia Valentina Palmisano, neo eletta al Parlamento europeo nella lista del Movimento 5 stelle, Circoscrizione Sud.

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“Il governo Meloni ferma la decontribuzione Sud. Lo sgravio sul costo del lavoro che vale 3,3 miliardi all’anno e che si applica dal 2021 a 3 milioni di lavoratori dipendenti, beneficiando così migliaia di imprese meridionali, non vedrà una proroga dopo la sua scadenza il prossimo 30 giugno”.

Lo denuncia Valentina Palmisano, neo eletta al Parlamento europeo nella lista del Movimento 5 stelle, Circoscrizione Sud.

Dal prossimo 30 giugno quindi non sarà più possibile beneficiare dell’esonero contributivo previsto dalla misura Decontribuzione Sud. L’attuale autorizzazione della Commissione Europea non sarà estesa oltre tale periodo. Lo ha pure confermato il Ministro per gli Affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR Raffaele Fitto.

Con la fine del Quadro Temporaneo di crisi e transizione, la cui scadenza è passata appunto a fine giugno, pertanto si conclude anche il periodo di operatività della misura Decontribuzione Sud.

“La misura, introdotta dal governo Conte”, prosegue Valentina Palmisano, “è un’agevolazione fiscale finalizzata a salvaguardare l’occupazione nelle aree più svantaggiate del Paese, ovvero Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia che ha consentito assunzioni tra il 2021 e il 2023, di circa 3,7 milioni di lavoratrici e lavoratori. La forte crisi globale che stiamo vivendo lasciava presagire la possibilità di poter utilizzare il beneficio anche successivamente al prossimo 30 giugno, pure in considerazione del fatto che l’ultima proroga è stata concessa ritenendo che le misure di sostegno nazionali potessero aiutare effettivamente le imprese colpite dalle gravi perturbazioni dell’economia”.

“Così non sarà”, dice ancora l’europarlamentare, “e il Ministro Fitto si giustifica ritenendo erroneamente “Decontribuzione Sud” misura sovrapponibile ad altre misure già previste dal Governo come il “Bonus Zes” che in realtà copre una platea di beneficiari molto ristretta oltre che differenti tipologie di lavoratori nonché di datori di lavoro”.

“Ciò dimostra”, conclude, “la necessità della proroga del provvedimento e come Movimento 5 Stelle difenderemo anche in Europa l’eredità del governo Conte a sostegno del lavoro e delle piccole e medie imprese nel Mezzogiorno”.

 

 

 

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