Il ricordo di Roberto Potì, bandiera del calcio mesagnese, a nove anni dalla sua scomparsa.

La città ricorda una delle figure storiche del calcio locale. A portarlo via fu una terribile malattia, ma niente potrà mai sbiadire il suo ricordo che, ancora oggi, resta indelebile

Roberto Potì 4

Sono passati nove anni (14 settembre 2014) da quando ci ha lasciato. Ma non si possono certo dimenticare la sua gentilezza, l’educazione, la discrezione, la semplicità, l’umiltà che lo hanno reso ciò che era e che è rimasto impresso nella mente di tutti, tifosi e non.

Dio solo sa quanto ne avremmo davvero bisogno tutti.

Roberto Poti 2colori

La sua generosità e aiuto ai compagni altro non erano che manifestazioni calcistiche del suo altruismo; l’eleganza e la gentilezza di Roberto sono stati e saranno per sempre il più bel manifesto che hanno incarnato il suo stile. Quando il calcio era solo un gioco esistevano per ogni squadra i giocatori bandiera, Roberto non era un fenomeno, ma un ragazzo dalle doti umane fuori dal comune.

Roberto Potì 3 artico

Il suo percorso nella sua città ha rivelato a tutti le sue qualità che andavano ben oltre le sue capacità a prendere il pallone a pedate: un gentiluomo che non aveva mai perso l’umiltà e l’umanità, in grado di ascoltare, un leader positivo insomma. Così è diventato ciò che a nessuno, neanche ai campioni più osannati, riuscirà mai.. Roberto può essere considerato rappresentativo di tutte quelle persone che hanno dato tanto allo sport, ai giovani, agli altri; di tutti coloro che non sono stati campioni degni di nota, ma semplici protagonisti della vita comunitaria con la forza della passione e della generosità.

In questa continuità spazio-temporale c’è un messaggio che Roberto ha fatto suo e ha trasmesso agli altri: il diritto che ha ogni bambino o ragazzo che pratica sport, di non diventare campione a tutti i costi. L’impegno di non creare fuoriclasse, ma di offrire un contributo importante alla crescita di generazione di bravi ragazzi, ora uomini, è l’eredità che ha lasciato Roberto, che è stato molto apprezzato nel calcio ma è stato un fuoriclasse nella vita. Lo sport ha il potere di creare speranza ed unire le persone e Roberto ha cercato di farlo con tutte le sue forze. Roberto credeva molto nei settori giovanili, perché lì si trova l’essenza vera del gioco, quello fatto di poesia e non di business; è nei giovani che si trova ancora il cuore e l’attaccamento alla maglia… come quello che ha sempre avuto Roberto.

Oggi (giovedi 14 settembre) gli amici di Roberto organizzeranno presso il parco urbano di Mesagne, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale, che ha fortemente voluto questa iniziativa, una serata musicale e calcistica insieme con la rievocazione di canzoni degli anni ‘ 60 e ’70 e con la proiezione di eventi calcistici “consumati” su quell’impianto sportivo ora diventato parco e vera “umana meraviglia” della nostra città, autentica capitale della cultura della Regione Puglia.

4718f622 d044 45ba 980c 8f14c540a20b

L’iniziativa vede la collaborazione sia della biblioteca comunale “U. Granafei” che ha una sua sede nella casa di vetro del parco urbano, sia della libreria “Taberna Libraria” di Latiano e del comitato pro parco.

PUBBLICITA'