In Puglia il simposio sul carciofo

Studiosi e ricercatori da tutto il mondo per un confronto sulle innovazioni in campo e nelle aziende agricole

Carciofi

Si concluderà venerdì 21 aprile l’undicesimo simposio internazionale sul carciofo, cardo e prodotti selvatici della famiglia delle Asteraceae,  patrimonio della produzione agricola e della biodiversità pugliese di altissimo pregio alimentare e dalle indiscusse proprietà salutistiche. L’”XI International Symposium on Artichoke, Cardoon, and their wild relatives” è organizzato dall’Università di Foggia in collaborazione con la International Society of Horticultural Science (ISHS), con il patrocinio dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Puglia.

Con poco più di 370 mila tonnellate prodotte nel 2021, l’Italia è il primo Paese produttore di carciofi al mondo, con Puglia e Sicilia che insieme sfiorano i tre quarti della produzione nazionale.

In Puglia il fatturato proveniente dal comparto cinaricolo vale oltre 190 milioni di euro, rendendolo punto di riferimento dell’ortofrutta regionale, dopo quello dell’uva da tavola e del finocchio.

La Puglia è quindi protagonista della produzione cinaricola italiana: può vantare il riconoscimento IGP per il carciofo di Brindisi e l’inserimento nell’elenco nazionale dei PAT, i prodotti agroalimentari tradizionali, del carciofo di Putignano, di Mola di Bari e di San Ferdinando di Puglia, nonché del cardoncello, pianta edule spontanea, ed inoltre dei cardoni, i germogli della pianta del carciofo, conosciuti come ‘polloni’. Tra i PAT sono presenti anche i carciofini sott’olio, prodotti tra aprile e maggio. Nell’ambito dell’evento troveranno spazio, nelle 31 relazioni e 6 keynote lecture, numerosi risultati scientifici su tecniche colturali, miglioramento genetico, post-raccolta ad alto contenuto in servizio, uso alternativo non alimentare, il tutto in sei sessioni orali ed una poster session.

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Completano il programma una serie di visite in campo, in provincia di Foggia e di Brindisi.

“Vista la presenza di studiosi e ricercatori non solo dall’Italia, dalla Spagna e dal Portogallo, tradizionali Paesi produttori, ma anche dal Sud America e dagli Stati Uniti e da altre nazioni europee”, ha sottolineato l’assessore regionale all’Agricoltura, Donato Pentassuglia, “è un’occasione utile per fare il punto sulle modalità e sulle differenze di coltivazione, sulle buone pratiche di miglioramento di impatto ambientale, sulle innovazioni per la produttività e la commercializzazione del carciofo, con un’attenzione specifica anche alle riconosciute proprietà salutistiche del carciofo”.

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