Incinta con un tumore, rifiuta l’aborto. La storia di Manuela (di Brindisi) e del suo compagno Mirko (di Cellino San Marco).

La donna è diventata mamma dopo un delicato intervento eseguito dallo staff della clinica di Chirurgia Senologica dell’ospedale San Martino di Genova diretta da Daniele Friedman

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Colpita da un tumore al seno proprio quando scopre di essere in dolce attesa, Manuela decide, nonostante i consigli dei medici di abortire per potersi curare, di portare avanti la gravidanza.  Una vera lottatrice, come tante altre mamme che non hanno risparmiato nulla, neanche sé stesse, pur di dare la vita ai propri figli.

Per poter vedere nascere e abbracciare sua figlia, Manuela non si è mai arresa, neanche di fronte al cancro. E grazie ai medici dell’ospedale San Martino di Genova che hanno dimostrato ancora una volta la grande eccellenza della nostra sanità donando a mamma Manuela e papà Mirko il dono più grande: una nuova vita insieme alla loro piccola Cecilia Vita.

“La sua bimba non può più nascere, deve abortire, le dicono i medici che consulta. Deve essere operata subito e sottoporsi a un ciclo di chemioterapia. Ma lei, Manuela, a quella gravidanza non ha voluto rinunciare. Anche a costo della propria vita.

“Avevo 39 anni, sapevo che se mi fossi sottoposta alle cure sarei stata messa in menopausa forzata con i farmaci per cinque anni: questa era la mia ultima possibilità per diventare mamma”, dice la donna che ha poi deciso di sottoporsi ad un delicato intervento di mastectomia.

Una decisione rispettata dagli stessi medici della clinica di Chirurgia Senologica dell’ospedale San Martino diretta da Daniele Friedman che hanno così deciso di mettere in pratica un “piano alternativo” che non avrebbe richiesto l’interruzione della gravidanza

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“Quando è arrivata, Manuela era all’ottava settimana di gestazione”, racconta Piero Fregatti, il chirurgo senologo della Breast Unit che l’ha operata.

“Abbiamo fatto una riunione multidisciplinare e le abbiamo suggerito di abortire, come prescritto dalle linee guida sanitarie, perché la carica ormonale della gravidanza rischiava di portare un aumento della dimensione del tumore e il formarsi di metastasi, ma anche perché con la gestazione in corso non si poteva pensare a terapie ormonali nè tanto meno a chemio o radio”.

L’equipe della Breast Unit dell’ospedale San Martino ha quindi studiato un “piano alternativo”.

“Il nodulo era piccolo, in questi casi si asporta il tumore riuscendo a conservare il seno”, racconta il chirurgo senologo”, ma questo avrebbe implicato la necessità di sottoporsi alla radioterapia entro 90 giorni, una soluzione non compatibile con la gravidanza. Così abbiamo deciso per un intervento di mastectomia, il più veloce possibile per non esporre a lungo la bambina agli anestetici, e senza ricostruzione nell’immediato perché avrebbe implicato altri rischi”.

Ai primi di agosto è nata Cecilia Vita, a sottolineare che l’amore di una mamma, può lottare contro tutto e tutti, anche contro il “mostro” cancro.  Ma anche che esistono i “Miracoli della Vita”.

Mamma e figlia, ora, stanno bene. Una scelta per la vita ha reso possibile questo

“Grazie del tuo insegnamento prezioso Manuela Vergari. Sei una donna eccezionale”, è stato il pensiero di Piero Fregatti, il senologo della Breast Unit che l’ha operata.

 

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