“Continua il disinteresse ed il disimpegno delle Istituzioni per il futuro di Brindisi e del suo Sistema Industriale”.

La questione viene riproposta (a gran voce) da Fabrizio Caliolo, coordinatore della UIL di Brindisi. Nella giornata odierna (martedì 11 giugno 2024) il sindacato ha infatti preso parte all’incontro convocato presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy con i rappresentanti del Ministero del lavoro, delle Infrastrutture e dell’Ambiente, Regione Puglia e di Enel, l’azienda coinvolta nella maggiore vertenza del brindisino.

Oltre allo stesso Caliolo, seduti attorno al tavolo di confronto c’erano, tra gli altri, , il Segretario Nazionale Uiltec Marco Pantò, il Segretario Regionale con delega all’Industria Andrea Toma ed i Segretari territoriali di Uiltec, Uilm, Uil Trasporti e FenealUil, Carlo Perrucci, Alfio Zaurito, Mario Greco e Giovanni Librando.

UIL BRINDISI

“La convocazione dell’incontro è il risultato della grande manifestazione e mobilitazione promossa lo scorso 31 maggio da Uil, Cgil”, prosegue Caliolo, “con i lavoratori del settore industriale di Brindisi con l’obiettivo, raggiunto, di accendere i fari dell’opinione pubblica e delle Istituzionali nazionali sul grave pericolo che corre l’economia brindisina per il disimpegno annunciato o già in corso, di molte e svariate realtà di peso del proprio Sistema Industriale. Dall’incontro odierno non è emerso alcun segnale incoraggiante, solo conferme di quanto più volte denunciato: Enel a Brindisi chiude la Centrale Federico II e manda a casa centinaia di lavoratori. Poche speranze per riconvertire la Federico II a Turbogas come il Sindacato chiede da tempo. Terna ha un ruolo determinante per l’ipotesi di riconversione a Turbogas ed è chiamata ad essere protagonista di questa fase riconoscendo l’impianto di Brindisi come strategico per la stabilità della Rete Nazionale. È questa l’unica possibilità concreta per salvaguardare i lavoratori e le maestranze del settore elettrico attualmente impiegate in Centrale”.

“Per il futuro di Cerano e di Brindisi”; viene evidenziato, “Enel propina i già sentiti progetti fumosi, senza concretezza e tempi certi e – cosa in assoluto più grave ed inaccettabile – senza la previsione di un numero adeguato e preciso di lavoratori che potrebbero essere impiegati. Polo Logistico, assemblaggio di Pale Eoliche, Carpenterie rimangono parole vuote, proiettate in un futuro imprecisato, senza un cronoprogramma certo. Le centinaia che a breve saranno senza occupazione o che dovranno drasticamente cambiare il proprio assetto di vita per continuare a lavorare hanno invece nomi e volti precisi che il Sindacato conosce bene accogliendo quotidianamente la loro angoscia e quella delle loro famiglie”.

incontro su crisi industria brindisi

Ed ancora: “Il ‘de-commissioning’ – tradotto in linguaggio popolare: la “dismissione” – è già in atto e non vi è all’orizzonte alcuna idea di sviluppo ed investimento industriale per Brindisi. Enel semplicemente abbandona Brindisi con quale contentino incapace di portare qualsivoglia sviluppo, con il beneplacito del Governo e l’impotenza disarmante di tutte le Istituzionali Locali, nessuna esclusa.  Questa è la Transizione Energetica per Brindisi: chiudere Cerano per progettini ipotetici di poco conto. Brindisi, i suoi lavoratori, il contributo che il territorio ha dato alla produzione energetica strategica nazionale ed europea per decenni non valgono nulla”.

“Il Sindacato”, conclude, “è rimasto l’unico a continuare a parlare di lavoro, di visione e di economia per Brindisi ma questo non ci scoraggia: continueremo la nostra lotta ed il nostro impegno perché Brindisi sia terra di sviluppo e di lavoro e nessun lavoratore debba abbandonare casa propria per avere dignità. Non intravediamo ipotesi più valide ed operative di una Legge Speciale per l’Industria di Brindisi. È uno strumento che chiediamo con forza al Governo nazionale e per il quale pretendiamo l’impegno massimo delle Istituzioni Locali. Brindisi e la sua industria stanno vivendo un momento storico, determinante per il futuro economico del territorio a cui occorre rispondere con misure altrettanto non ordinarie, «straordinarie» e «speciali».  È un atto dovuto a questa terra per non Transitare verso il nulla”.

 

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