Incontro tra Asl e Uici per la formazione dei medici oculisti prescrittori

Incontro dei vertici aziendali con i rappresentanti dell'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti

Incontro UICI

Formazione dei medici oculisti prescrittori, corsi di orientamento e mobilità e una cena al buio. Questi sono alcuni dei temi di cui si è discusso, nella giornata di ieri, durante un incontro dei vertici aziendali con i rappresentanti dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti.

Il direttore generale Maurizio De Nuccio, e il direttore sanitario Vincenzo Gigantelli, hanno parlato delle iniziative da programmare con il presidente della sezione brindisina della Uici, Michele Sardano, e il presidente di quella della Bat, Franco Giangualano.

“Abbiamo constatato la volontà della Asl di Brindisi – commentano a margine dell’incontro i rappresentanti dell’Uici – a intraprendere azioni concrete per la tutela delle persone affette da ipovisione: per l’impegno preso e per l’apertura mostrata nei nostri confronti, ringraziamo i direttori che hanno accolto le nostre istanze”.

De Nuccio e Gigantelli hanno ascoltato attentamente quello che avevano da dire i dirigenti dell’Uici.

“Le proposte che sono arrivate da Sardano e Giangualano”, ha detto il dg, -“sono puntuali e di grande interesse: ci adopereremo al più presto per concretizzarle e dare a queste persone il giusto supporto di cui hanno bisogno”.

In particolare, il presidente dell’Unione italiana ciechi di Brindisi ha chiesto di individuare medici oculisti prescrittori degli ausili, compresi normali telefonini con sintesi vocale e barre e display Braille per la lettura e la scrittura.

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“Ci attiveremo da subito”, ha proseguito Gigantelli, “per soddisfare le richieste e stiamo anche pensando a una giornata di formazione aperta anche alle altre aziende rivolta proprio ai medici prescrittori e all’attivazione di corsi di orientamento e mobilità per i ciechi e gli ipovedenti con istruttori accreditati per rendere maggiormente autonomi gli utenti”.

All’orizzonte, poi, nel segno della sensibilizzazione al tema, c’è anche una “cena al buio”, come momento di socialità e condivisione tra persone vedenti e non vedenti durante il quale ci si trova insieme attorno a un tavolo e nelle stesse condizioni di chi, per nascita, malattia o incidente, è costretto a fare i conti con un importante deficit visivo.

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