Inflazione: Volano i prezzi delle verdure nel carrello (+25,1%), mentre nei campi prezzi dei carciofi in caduta libera

La denuncia arriva da parte del presidente di Coldiretti Brindisi, Filippo De Miccolis Angelini.

Carciofi

“Inaccettabile il crollo dei prezzi di oltre il 70% per il carciofo violetto di Brindisi, il francesino, un prodotto pregiato che oggi vede le quotazioni a picco fino a 0,18 euro, anche per la concorrenza spietata delle importazioni selvagge dall’estero di prodotto di dubbia qualità da Tunisia ed Egitto”.

La denuncia arriva da parte del presidente di Coldiretti Brindisi, Filippo De Miccolis Angelini. Il quadro che viene tracciato è a dir poco inquietante, aggravato tra l’altro dal clima pazzo che mette a repentaglio la produzione, con gli agricoltori che devono salvare il prodotto dal clima umido e dallo scirocco, con le temperature sopra la media stagionale.

In Puglia si producono 1.245.400 quintali di carciofi – ricorda Coldiretti Puglia – di cui 475mila solo nella provincia di Brindisi, una delle aree vocate soprattutto per i carciofi di pregio, tanto da essersi assicurata il riconoscimento comunitario della IGP (indicazione Geografica Protetta) al carciofo brindisino.

“Il prodotto di pregio già all’inizio di gennaio, per non buttarlo, sta finendo all’industria di trasformazione”, evidenza Filippo De Miccolis Angelini. “Una situazione inaccettabile in uno scenario di crisi che andrebbe affrontata con maggiore serietà senza speculare sugli anelli più deboli della filiera, gli agricoltori e i consumatori”. I prezzi al dettaglio dei prodotti alimentari crescono a dismisura di giorno in giorno con aumenti record del 25,1% in un anno per le verdure, mentre la frutta cresce del 6,5%. Ma è crisi profonda nei campi dove bisogna vendere 7 chili di carciofi per comperare un caffè.

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Crisi nera
E’ così se i prezzi per le famiglie corrono, l’aumento dei costi colpisce duramente anche tutta la filiera agroalimentare a partire proprio dalle campagne.
La Coldiretti regionale sottolinea come più di 1 azienda agricola su 10 (13%) è in una situazione così critica da portare alla cessazione dell’attività mentre circa 1/3 del totale (34%) si trova costretta in questo momento a lavorare in una condizione di reddito negativo per effetto dell’aumento dei costi di produzione, secondo il Consiglio per la ricerca in Agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea).
In agricoltura si registrano infatti aumenti dei costi che vanno dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi al +129% per il gasolio.

Cosa fare.
Per Coldiretti Puglia la strada da perseguire è solo una: sostenere gli acquisti di prodotti Made in Puglia per aiutare lavoro ed economia. Oltre che intervenire per contenere il caro energia ed i costi di produzione e lavorare “per accordi di filiera tra imprese agricole ed industriali con precisi obiettivi qualitativi e quantitativi e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione come prevede la nuova legge di contrasto alle pratiche sleali e alle speculazioni”. (Apro)

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