La Gazzetta del Mezzogiorno chiude le redazioni locali nel silenzio più assoluto.

Sulla vicenda è intervenuto anche Toni Matarrelli, presidente della Provincia di Brindisi: "Si danneggia la qualità dibattito pubblico. Auspico che la drammatica vertenza trovi a stretto giro una soluzione"

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Da ieri, lunedì 8 gennaio 2024, tutte le redazioni provinciali de La Gazzetta del Mezzogiorno sono state chiuse, oltre 70 fra giornalisti e poligrafici sono in cassa integrazione (a zero ore) fino a dicembre 2024. Per il quotidiano pugliese il nuovo anno comincia con una vera e propria mannaia che riduce all’osso il personale, concentrando nel contempo a Bari la propria attività (viene pure cancellata completamente la presenza in Basilicata, l’altra regione dove il giornale era più diffuso). 

Una notizia triste, una sconfitta per tutti perchè il territorio perde una fonte di informazione storica, oltre che autorevole. Da sempre “La Gazzetta del Mezzogiorno” è stata una voce critica, un pilastro dell’informazione locale, garantendone il pluralismo. Oggi tutto questo si scioglie come un gelato al sole d’agosto.

“La Gazzetta del Mezzogiorno” è il luogo in cui è stato raccontato, analizzato e spiegato il territorio e quanto accadeva intorno, mettendoci sempre passione, e tutta la professionalità possibile, eppure la storia che si chiude nel silenzio assoluto.

Da ieri però e sedi fisiche delle redazioni decentrate non ci sono più. La chiusura è stata decisa dalla nuova proprietà, il gruppo editoriale Edime, allo scadere della clausola di due anni di mantenimento dei livelli occupazionali, e lascia dietro di se non solo l’impoverimento dell’informazione (soprattutto quella locale), ma rappresenta un duro colpo al cuore di tante famiglie, poichè mette oltre 70 fra giornalisti e poligrafici di fronte alla cassa integrazione che, molto probabilmente, si concluderà con una serie di licenziamenti.

L’accordo sottoscritto al ministero del Lavoro fra la Fnsi, le Assostampa di Puglia e di Basilicata, il Cdr e la proprietà Edime  ha consentito di bloccare (solo per il momento), per 12 mesi, i licenziamenti, ma non fa chiarezza sul cosa effettivamente accadrà dopo la cassa integrazione (a zero ore) e se alla fine della stessa sarà  possibile “recuperare” alcuni giornalisti delle redazioni distaccate, in aggiunta ai quei pochi che sono stati già trasferiti a Bari (meno di uno per redazione).

In una nota diffusa dal sindacato dei giornalisti viene precisato che l’accordo interessa 46 giornalisti (di cui 10 articoli 1, 22 articoli 36 e 11 tra articoli 2 e 12) occupati nelle sedi di Bari, Potenza, Taranto, Lecce, Andria e Foggia, 4 dei quali potranno essere prepensionati. “La Fnsi” è scritto nel comunicato, “esprime soddisfazione per avere evitato i licenziamenti, anche se resta il timore per il futuro della Gazzetta del Mezzogiorno: la proprietà ha infatti deciso di chiudere tutte le redazioni provinciali, accentrando i giornalisti a Bari, eliminando la propria presenza in Basilicata (nonostante sia stato chiesto di mantenere un presidio a Potenza) e mandando in edicola un’unica edizione, limitando quindi l’offerta informativa nelle due regioni. Tradotto: si taglia, non si investe per cercare un rilancio e non si ha chiarezza di cosa succederà tra un anno al termine del piano di crisi. Un piano cui Fnsi e Associazioni di stampa guardano con preoccupazione per le pesanti ricadute che si potrebbero avere sulla diffusione e sulla raccolta pubblicitaria, mettendo così a rischio la tenuta futura di tutto il giornale ed eliminando la copertura dell’informazione in due regioni del Sud Italia”.

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Il confronto riprenderà nelle prossime settimane con “l’obiettivo”, aggiunge il sindacato, “è recuperare a tempo pieno parte dei colleghi ora posti in cassa integrazione a zero ore, anche alla luce degli impegni assunti dall’azienda e dalla direzione del giornale. In quell’occasione sarà ribadita la necessità di recuperare professionalità ora a zero ore tramite la rotazione della cig e di proseguire nel recupero tramite novazione contrattuale degli articoli 36. Il tutto anche considerati i contributi pubblici previsti dal Dipartimento per l’Editoria di Palazzo Chigi di cui Edime beneficerà nel 2024”. 

Di seguito una nota con l’intervento del Presidente della Provincia di Brindisi Toni Matarrelli sulla chiusura delle redazioni provinciali del “La Gazzetta del Mezzogiorno”.

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“Da ieri sono chiuse le redazioni locali di Puglia e Basilicata della prestigiosa testata “La Gazzetta del Mezzogiorno” e la serrata è grave perché danneggia la qualità del dibattito pubblico e quindi, in definitiva, gli standard della democrazia pugliese. E perché decine di professionisti, che hanno assicurato fino all’ultimo livelli di informazione seria e scrupolosa, restano di fatto senza lavoro, incastrati in una cassa integrazione a zero ore che impedisce loro di continuare a fare giornalismo e di mantenere uno stipendio dignitoso e sufficiente. Auspico che la drammatica vertenza trovi a stretto giro una soluzione che, soddisfacendo le legittime esigenze finanziarie dell’editore, ricollochi tutti i giornalisti nella trincea del lavoro, a svolgere la funzione – indispensabile per le nostre comunità territoriali – dell’informazione”.

 

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