La giornata di prevenzione sullo spreco alimentare

Per la Dirigente dell'Istituto Comprensivo di Latiano, Prof.ssa Ornella Manco, "gettare oggi via il cibo, in tempi in cui ancora milioni di persone soffrono la fame, è intollerabile dal punto di vista etico ed è uno sfregio per l’ambiente",

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Nelle mense scolastiche viene gettata una quantità significativa di cibo perfettamente commestibile: secondo il rating 2022 dell’Osservatorio nazionale Foodinsider, risulta che in Italia il 47% dei bambini mangia meno della metà del pasto.

Sono i dati che ha comunicato il responsabile dell’Unità operativa di Igiene della nutrizione della Asl Brindisi, Pasquale Fina (affiancato dai dietisti Anna Maria Tomaselli, Vitina Girolamo e Filippo Giannuzzi), in occasione della Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare svoltasi lo scorso 5 febbraio.

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La Giornata ha voluto sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di ridurre gli sprechi, acquisendo comportamenti più consapevoli a tavola e, di conseguenza, concretizzare uno degli Obiettivi di Sviluppo sostenibile dell’Agenda Onu: dimezzare lo spreco alimentare entro il 2030.

“La Regione Puglia”, ha sottolineato Fina, “parte con un progetto pilota denominato M.e.n.s.attiva, che vede coinvolte alcune classi del I° Circolo didattico Giosuè Carducci di Mesagne. Invece, nello scorso anno scolastico il progetto “Tricheco Zero Spreco – Il protagonista sei tu!“, inserito nel Catalogo regionale Piano strategico per la promozione della salute nella scuola”, è stato attuato in via sperimentale in quattro istituti scolastici della città di Brindisi: Don Milani, Bozzano, Deledda-Pertini e Rodari, con ottimi risultati”.

Al vertice degli sprechi ci sono vegetali e verdure crude o cotte, frutta e pesce. Questo molto spesso è dovuto anche al fatto che le pietanze preparate con questi alimenti risultano poco apprezzate dagli alunni.

I destinatari del progetto diventano allora proprio la Scuola Primaria e Secondaria di Primo Grado dove è fondamentale intervenire con progetti mirati per ridurre lo spreco alimentare ed educare i più piccoli a comportamenti più sani e responsabili.

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Le finalità sono la riduzione dello spreco alimentare attraverso l’adozione di strategie che prevedono la sensibilizzazione di istituzioni scolastiche, docenti, famiglie e ditte di ristorazione scolastica. Un percorso educativo che da quest’anno scolastico vede l’adesione dei due Circoli didattici di Fasano e dell’Istituto Comprensivo di Latiano.

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“E’ un gesto doveroso, un messaggio importante all’interno dei servizi educativi della Scuola nei quali è necessario insegnare ad attribuire il giusto valore al cibo anche attraverso la prevenzione dello spreco in un’ottica di attenzione e rispetto verso chi è in difficoltà”, è il pensiero della Dirigente dell’IC Latiano, Prof.ssa Ornella Manco.

“Maturare la consapevolezza sul cibo”, prosegue, “sull’ambiente e quindi sui problemi generati e collegati allo spreco alimentare è probabilmente il primo passo che la nostra società può fare per contrastarne gli effetti negativi. Combattere lo spreco alimentare è pertanto un dovere morale, oltre che ambientale in un mondo sempre più affollato in cui le risorse alimentari vanno gestite con coscienza sociale ed equità. Gettare oggi via il cibo, in tempi in cui ancora milioni di persone soffrono la fame, è intollerabile dal punto di vista etico ed è uno sfregio per l’ambiente, perché rappresenta un consumo di risorse naturali inutile e quindi dannoso. Per diffondere e radicare a medio termine questa nuova cultura, è infatti necessario partire dalle nuove generazioni e quindi dalla famiglia ma soprattutto dalla scuola, principalmente quella primaria”.

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Per promuovere un profondo cambiamento in particolare modo tra più giovani, con l’ausilio degli insegnanti nelle varie classi si lavora per ridare valore al cibo e per sensibilizzare sul problema dello spreco alimentare e sulla necessità di prevenirlo e ridurlo.

“Noi insegnanti”, conclude la Dirigente, “siamo chiamati a promuovere nei nostri ragazzi una cultura che dia valore al cibo e ad una corretta educazione alimentare. Diventa fondamentale la necessità di educare i bambini ad un’alimentazione più sana e sostenibile, sensibilizzando anche gli adulti su questo tema, non solo in termini di cibo, ma anche di ambiente e società”.

 

 

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