La Puglia ancora una volta ribadisce il secco no al nucleare

"In questi anni abbiamo investito risorse e attuato strategie che si stanno rivelando vincenti sul fronte della transizione energetica: siamo la seconda regione italiana per produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e prima per lo sviluppo di energia eolica", ha dichiarato l'assessora all'Ambiente della Regione Puglia, Serena Triggiani

Assessore Serena Triggiani

“La Puglia ancora una volta ribadisce il secco no al nucleare, come a interventi per la raccolta di scorie radioattive. È per questo motivo che le recenti dichiarazioni del ministro al ramo, Gilberto Pichetto Fratin, rilasciate proprio in Puglia – nel corso di un forum a Manduria dedicato alla transizione energetica – sulla posizione possibilista del Governo alla realizzazione di impianti come sulla ricerca e sperimentazione, ci preoccupa. Come Governo regionale ci siamo di recente opposti a gran voce quando sono stati individuati, da parte del Ministero dell’Ambiente, i 51 siti idonei per le scorie nucleari tra cui Gravina in Puglia, Altamura e Laterza, con un ampio dossier fatto pervenire sul tavolo ministeriale di documenti, delibere condivise e votate dai territori coinvolti, osservazioni sui rischi sanitari, economici e ambientali causati dai depositi di scorie nucleari”.

È quanto ha dichiarato l’assessora all’Ambiente della Regione Puglia, Serena Triggiani.

“In questi anni”, ha proseguito, “abbiamo investito risorse e attuato strategie che si stanno rivelando vincenti sul fronte della transizione energetica: siamo la seconda regione italiana per produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e prima per lo sviluppo di energia eolica. Siamo anche un hub di produzione d’idrogeno, questo grazie investimenti in ricerca e sperimentazione, come ha più volte ribadito anche il collega assessore Delli Noci. E siamo la regione, lo ricordo, che da decenni ospita la più grande acciaieria d’Italia, considerato sito strategico per il Paese ma causa di inquinamento ambientale e pericolo per la salute. Abbiamo risposto, al fine di contemperare economia, tutela dei posti di lavoro e sacrosanto rispetto della salute e vita dei pugliesi, con un percorso già avviato di decarbonizzazzione che riteniamo assolutamente necessario oggi anche come strategia di approvvigionamento. Per quanto ciò premesso, ci sembra assolutamente ingiusto, quasi irrispettoso, utilizzare il nostro territorio anche per la costruzione di siti di stoccaggio di scorie”.

“Anche il nuovo PEAR (Piano Energetico regionale Ambientale), prossimo all’approvazione”, sottolinea Triggiani, “esclude chiaramente il nucleare con una netta presa di posizione a proposito. In più – fa sapere l’assessora – abbiamo intenzione di costituire, a breve, un tavolo tecnico regionale con enti di ricerca e università che svolga un ruolo di monitoraggio sul tema del nucleare e non solo e che ci consenta di agire coerentemente e scientificamente perché la Puglia sia regione green, con impianti innovativi da fonti di energia pulita, ma non regione di impianti e rifiuti radioattivi”.

PUBBLICITA'