Mobilità passiva in ambito oncologico, la Puglia recupera 9 milioni dal 2018

Sono sempre di meno i viaggi della speranza per curare i tumori fuori regione. E' quanto emerge dalla "Quinta indagine nazionale sullo stato di attuazione delle reti oncologiche regionali"

riunione rete oncologica (14)

“Abbiamo registrato grandi passi avanti sul recupero della mobilità passiva dei pazienti oncologici sono molti di più coloro che vengono curati bene in Puglia, ma possiamo fare ancora di più. Soprattutto ci siamo concentrati sulla tempestività e sull’efficacia delle prenotazioni delle visite, degli esami e delle terapie nel follow up, cioè nella fase successiva all’intervento chirurgico. È stato ulteriormente ribadito che le prenotazioni degli esami dei pazienti oncologici devono essere effettuate dagli stessi centri di riferimento che hanno in carico il paziente. Questo significa anche che i Coro, i Centri di Orientamento Oncologico, non ancora ben conosciuti dai cittadini ma sempre più efficienti, possono collaborare con gli oncologi nella gestione degli esami più urgenti”.

Si espresso in questi termini il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, partecipando nell’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari, alla riunione dell’Ucoor, l’Unità di Coordinamento della Rete Oncologica.

“Tutto ciò è possibile grazie alla rete oncologica”, ha poi proseguito, “che non esisteva prima che diventassi presidente ed è stato molto complicato costruirla. Adesso è ancora più importante farla funzionare al massimo delle sue possibilità, anche collegandola al territorio: cioè fare in modo che alcune fasi delle terapie del follow possano in qualche modo essere gestite anche fuori dagli ospedali, coinvolgendo anche i medici di famiglia. Si tratta di un processo coordinato dalla Rete Oncologica e dall’Istituto Tumori di Bari, centro di riferimento regionale per l’oncologia. C’è molto da fare ancora, ma la strada percorsa è tanta ed è importante”.
“I dati presentati a Roma sulle reti oncologiche nell’ambito di un’indagine condotta da Agenas, l’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, descrivono la Puglia tra le prime regioni come livello di organizzazione nell’oncologia”, ha aggiunto Giammarco Surico, coordinatore della Rop, la Rete oncologica pugliese, “per l’organizzazione in rete che si è data la Regione Puglia dal 2019, per l’informatizzazione e per l’accoglienza con i Coro. Siamo la Regione in Italia che ha acquisito con Delibera di Giunta Regionale, il maggior numero di Pdta, i Percorsi Diagnostici, Terapeutici e Assistenziali per le varie patologie. C’è molto da fare ancora. In questa riunione sono state valutate le principali criticità, soprattutto per l’integrazione territoriale che in Puglia stenta a partire.
“Il lavoro di tutti gli operatori, di tutti i medici, di tutti gli infermieri di questa regione, uniti nella battaglia contro il cancro, stanno dando risultati importanti. Uno dei più meritevoli di osservazione è la multidisciplinarietà, che è un metodo di affrontare i problemi in oncologi in maniera tale da offrire a tutti i pazienti migliore assistenza. Il paziente è al centro della nostra attenzione, a cominciare dai centri di orientamento oncologico che sono funzionanti, e poi individuando percorsi assistenziali di completa presa in carico del paziente oncologico”, ha concluso Surico.

Alessandro Delle Donne, direttore generale dell’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari e presidente dell’Ucoor, ha invece detto che “i dati rappresentano una situazione in netto miglioramento rispetto a qualche anno fa. Descrivono la capacità di prendere in carico i pazienti oncologici dalla prima diagnosi fino ai follow-up. Questo è un pezzo del percorso che stiamo facendo tutti insieme con le direzioni generali e il coordinamento della rete oncologica. La strategia regionale vuole mettere al centro delle nostre attenzioni il paziente, evitando spostamenti e viaggi della speranza. E i dati della mobilità passiva extraregionale ci stanno dando ragione: 9 milioni di euro recuperati dal 2018 con un trend in tendenziale miglioramento. Questo vuol dire che il paziente ci riconosce qualità e professionalità perché abbiamo ospedali con tecnologie e professionalità di altissimo livello. Attraverso i centri di orientamento oncologici, disseminati sul territorio, siamo pronti in maniera efficace a offrire tempestività della diagnosi e aderenza terapeutica”.
Al termine della riunione, l’Ucoor ha nominato la dott.ssa Chiara Copelli, direttrice Uoc  Chirurgia Maxillo-Facciale del Policlinico di Bari, coordinatrice del Pdta  dei tumori testa-collo.

MOBILITA’ PASSIVA E ATTIVA

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Nel 2018 i ricoveri in ambito oncologico registrati fuori Puglia sono stati 9.440, nel 2022 invece sono passati a 7.777, con una diminuzione del 17,61% mentre il costo della mobilità passiva in ambito oncologico è passato dai 46 milioni del 2018 ai 37 milioni del 2022, con una diminuzione del 19,5% e un risparmio di quasi 9 milioni di euro.

I dati emergono dalla “Quinta indagine nazionale sullo stato di attuazione delle reti oncologiche regionali” e registrano la diminuzione dei ricoveri fuori regione.

“Nonostante il Mezzogiorno sia penalizzato dal Fondo sanitario nazionale”, ha dichiarato il presidente Emiliano, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali ci riconosce dei progressi: la riorganizzazione della nostra rete oncologica ha provocato un crescente impatto favorevole sugli esiti dello studio.

Gli indicatori sulle prestazioni ambulatoriali di chemioterapia e radioterapia hanno registrato un notevolissimo passo in avanti, con punte di eccellenza nella provincia di Bari e ottimi in quella di Lecce.

Complessivamente, secondo l’Isco delle reti oncologiche regionali, l’indice sintetico di valutazione, mentre prima figuravamo tra le ultime posizioni, nel giro di pochi anni ci siamo attestati al decimo posto con una valutazione di 68,73. Dobbiamo proseguire su questa strada e rafforzare la capacità complessiva del sistema sanitario regionale, per abbattere le liste di attesa e contenere i viaggi della speranza, offrendo maggiori risposte di salute ai bisogni dei nostri cittadini in termini di prevenzione, qualità e sicurezza delle cure oncologiche”.

 “Abbiamo finalmente invertito la rotta”, ha sottolineato Alessandro Delle Donne, direttore generale dell’Istituto tumori “Giovanni Paolo II” di Bari e presidente dell’unità di coordinamento oncologico regionale (Ucor), “recuperando reputazione e credibilità in ambito oncologico. I numeri, che vedono un recupero della mobilità passiva, raccontano di una sanità pugliese più in salute e più attenta a qualificare l’offerta assistenziale. Anzi, abbiamo anche registrato mobilità attiva verso il nostro Istituto, con pazienti che arrivano da fuori regione. Se nel 2019 le prestazioni ambulatoriali erano 729mila, siamo passati a 1 milione e 27mila nel 2023, con un aumento del 40% rispetto al periodo pre-pandemico. Questo è consentito dalla reale presa in carico dei pazienti sin dalla prima visita oncologica attraverso il Coro, che in 72 ore offre la prima visita oncologica e che da poco di più di un anno ha già preso in carico oltre 2mila pazienti”.

 “Questi dati e questi risultati”, ha invece chiosato Giammarco Surico, coordinatore della Rop, la Rete oncologica pugliese, “sono il frutto di un maggior coordinamento, dell’ottimizzazione delle risorse e del lavoro sinergico e di squadra realizzato da tutti gli attori istituzionali della sanità pugliese. In pochi anni la Puglia ha raggiunto risultati eccellenti grazie a modelli organizzativi diagnostico-assistenziali e di accoglienza che la pongono tra le prime regioni in Italia”.

 

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