“No alla strisciante desertificazione industriale di Brindisi”. L’allarme del sindacato

Gli interventi di Gianfranco Solazzo (Cisl Brindisi - Taranto) e Gianni Cannalire (segretario cittadino del Partito Democratico e capogruppo consiliare) sui problemi che attanagliano l'industria brindisina

EUROAPI EX SANOFI

“La notizia tanto grave quanto inaspettata, riguardante l’annuncio della Società EuroApi secondo cui non ci sarebbe futuro per la ex Sanofi, benché da essa acquisita per aggiornarne e ammodernarne lo stabilimento che conta 250 dipendenti diretti, conferma quanto la Cisl denuncia da tempo, ovvero l’inesorabile depauperamento industriale del territorio di Brindisi”.

Il messaggio, meglio il grido d’allarme, viene lanciato  da Gianfranco Solazzo, segretario generale CISL Taranto-Brindisi. La vicenda è oramai nota da giorni: lo stabilimento collocato a Brindisi di Euroapi, ex Sanofi, si sta avviando ad una possibile cessione. La multinazionale francese chimico-farmaceutica ha fatto sapere che esplorerà la possibilità di vendere il sito industriale, dove ad oggi operano circa 220 dipendenti.

“Insomma, sembrerebbero cadute nel vuoto, finora, le rivendicazioni sindacali, nei fatti sottovalutate dalla politica e dalle istituzioni, circa la necessità di una attenzione strategica per quest’area già alle prese un duro processo di de-carbonizzazione della Centrale Enel di Cerano”, prosegue Solazzo, “mentre continua a permanere il buio sugli investimenti da mettere a terra. Ci sarà pure in ballo il progetto “Puglia Green Hydrogen Valley” selezionato per un finanziamento Ipcei (Importanti Progetti di Interesse Comune Europeo) pari a un importo massimo di 370 milioni di euro, che su iniziativa di Edison Next, Saipem e Sosteneo (società dell’ecosistema Generali Investments per rinnovabili e transizione energetica) prevede la realizzazione di due impianti a Brindisi e Taranto. Ma tutto ciò è ancora da decifrare, mentre di concreto al momento ci sono chiusure e richieste di cassa integrazione per i dipendenti Basell e, solo per il momento, della Sir (appalto Enel)”.

“Questi sono temi che solleveremo al tavolo del Comitato ex art 24bis dl 50/22 sulla riconversione della centrale di Cerano”, sottolinea il segretario, “già fissato per il 5 marzo prossimo; tavolo finalmente ripreso a livello nazionale giacché mai potrebbe venir meno una strategia di intervento complessivo che coinvolga anche i Ministeri. Storicamente Brindisi è stata concepita, al servizio del Paese, come polo strategico nei settori energia e chimica, perciò è inaccettabile che oggi anziché puntare su riconversioni industriali sostenibili e innovazione si registrano solo chiusure”.
Infine Solazzo conclude sottolineando la circostanza che “non è questa la Transizione energetica cui pensiamo! Come Cisl, insieme con le Federazioni di categoria interessate, siamo pronti a mettere in campo ogni utile strategia tesa a ribaltare il processo di desertificazione in atto a Brindisi e ad operare affinché venga recuperata, con un patto di responsabilità condivisa, la speranza di una rinascita industriale del territorio”.

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Sulla vicenda è intervenuto anche il Partito Democratico di Brindisi con il segretario cittadino e capogruppo consiliare Francesco Cannalire.

“Il disimpegno dal territorio annunciato da Euroapi, mediante la messa in vendita dello stabilimento di Brindisi, preoccupa per le modalità e soprattutto per il negativo impatto socio-economico che può scaturire da tale ipotesi”, afferma Cannalire.

“È davvero singolare, poi, che da quando la multinazionale Sanofi ha riconvertito la compagine societaria dello stabilimento brindisino in Euroapi srl mantenendo, almeno all’inizio a quanto risaputo, il pieno controllo della stessa società neocostituita, le condizioni siano rapidamente peggiorate. All’epoca della riorganizzazione societaria, è evidente, fu concessa eccessiva fiducia nelle prospettive annunciate e nelle promesse di rilancio dello stabilimento di Brindisi. Forse, ancora una volta i vertici di Sanofi/Euroapi, pensano di irretire l’opinione pubblica con comunicati finalizzati ad indorare la pillola nascondendo scenari più cupi e drammatici. Non ci stiamo”.

“È doveroso ricordare e sottolineare”, conclude Cannalire, “che lo stabilimento di Brindisi del gruppo Sanofi/Euroapi è tra gli opifici maggiormente finanziati dalla Regione Puglia e da PugliaSviluppo, e quindi con soldi pubblici, tramite accordi di programma e contratti di sviluppo finalizzati a potenziare la produzione. Perciò Sanofi seppur schermata da Euroapi ha l’obbligo, non solo morale, di investire le risorse necessarie a rilanciare la produzione a Brindisi. Per questo non faremo sconti e non ci faremo nuovamente abbindolare, favorendo questa volta la fuga di Sanofi/Euroapi. Chiederemo l’immediato intervento della Regione Puglia proprio nei confronti di Sanofi/Euroapi a tutela del futuro dell’impianto di Brindisi e della stabilità lavorativa dei dipendenti, affinché vengano mantenuti gli impegni assunti a fronte di cospicui finanziamenti regionali ricevuti negli scorsi anni”.

 

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