Presentato il rapporto annuale sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia

consumi choc tra i giovani: il 23% degli studenti ha consumato nel 2023 almeno una sostanza illegale. Per il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara "sulle linee guida sull'Educazione Civica ci saranno novità importanti sulla sensibilizzazione che nelle scuole deve essere fatta proprio sull'utilizzo dell'alcol, sull'abuso del cellulare, sull'uso delle droghe"

Carabinieri San Vito dei Normanni (3)

Si è svolta oggi (martedì 25 giugno 2024), alla vigilia della Giornata mondiale contro le droghe, la conferenza stampa di presentazione della Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia del 2024.

“Pur presentando per la prima volta dalla pandemia una flessione, i prodotti della cannabis restano quelli a maggior impatto sia per quanto riguarda la diffusione sui territori sia relativamente allo sforzo legato al contrasto. La cannabis e i suoi derivati continuano a essere le sostanze largamente più diffuse tra i giovanissimi”.

Per il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano “c’è una scarsa consapevolezza diffusa di quanto fa male qualsiasi tipo di droga. Bisogna lavorare molto per far aumentare la consapevolezza”

IL CONSUMO TRA I GIOVANI

La diffusione e del consumo di sostanze stupefacenti e psicotrope in Italia è caratterizzato, nel 2023 (anno di riferimento della maggior parte dei dati contenuti nella Relazione), da trend in aumento: in rapporto sia ai consumi, sia ai reati penali in violazione del “Testo Unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza”, sia alla domanda di trattamento.
In particolare, si conferma la crescita del consumo di sostanze psicoattive tra i giovani tra i 15 e i 19 anni rispetto all’anno precedente: quasi 960mila, pari al 39% della popolazione studentesca, riferiscono di aver consumato una sostanza illegale almeno una volta nella vita e oltre 680mila (28%) nel corso dell’ultimo anno. Le percentuali di studenti che riferiscono di aver usato almeno una volta nel corso dell’anno sono: cocaina dall’1,8% al 2,2%, stimolanti dal 2,1% al 2,9%, allucinogeni dall’1,6% al 2% e Nuove sostanze psicoattive dal 5,8% al 6,4%.

La cannabis rimane la sostanza più usata dai giovani, ma vede una diminuzione della prevalenza rispetto al 2022 (22,2% contro il 23,7%).

Il 2023 è stato caratterizzato da 25 allerte diramate dal Sistema nazionale di allerta precoce del Dipartimento per le politiche antidroga (Dpa) ai centri collaborativi preposti. Le due di grado più elevato, concernenti un rischio concreto di gravi danni per la salute delle persone, hanno riguardato la diffusione del fentanyl illecito, un oppioide sintetico con una potenza oltre 80 volte superiore a quella della morfina, e della xilazina, un potente sedativo solitamente impiegato in veterinaria, usata nel mercato illegale come adulterante.

A fronte della diffusione dei consumi fra i giovanissimi si registra un aumento delle operazioni antidroga e dei sequestri da parte delle forze di polizia (rispettivamente, +6% e +17%), con 89 tonnellate di sostanze stupefacenti confiscate in Italia e nelle acque internazionali limitrofe.
Assieme all’aumento dei consumi, si osserva anche quello del coinvolgimento dei minorenni nell’ambito della produzione, del traffico e della detenzione illecita di sostanze stupefacenti: il numero di minorenni denunciati all’Autorità Giudiziaria per reati penali droga-correlati ha visto un aumento del 10%.
In generale, i detenuti tossicodipendenti rappresentano il 29% del totale al 31 dicembre 2023, mentre 3.901 persone sono in carico all’Ufficio esecuzione penale esterna (Uepe) per misure alternative alla detenzione.

Nell’ultimo anno, presso i Servizi pubblici e privati (SerD) dedicati alla prevenzione, al trattamento e alla riabilitazione delle dipendenze, presenti in modo capillare su tutto il territorio nazionale, sono stati trattati 132.200 pazienti, una parte dei quali ha seguito anche un percorso di cura e riabilitazione presso strutture terapeutiche residenziali e semi-residenziali. In particolare, si è registrato un aumento (dal 51 al 55%) di persone che hanno chiesto di essere prese in cura per cocaina/crack.
Anche gli accessi in Pronto Soccorso droga-correlati, 8.596 in tutto, hanno fatto registrare un aumento del 5% rispetto al 2022; il 12% di questi accessi ha esito in ricovero.
I decessi per intossicazione acuta da sostanze stupefacenti rilevati su base indiziaria da parte delle forze di polizia sono stati 227 (in calo rispetto al 2022). Grazie a un progetto attivato dal Dpa con i Tossicologi forensi italiani, sono stati raccolti i dati di 85 province italiane: i decessi droga-correlati nelle indagini forensi nel 2023 sono stati 822 (+5,4% rispetto al 2022), di cui 312 per intossicazione acuta.

Lo scorso anno sono aumentati i progetti di prevenzione, un lavoro di informazione, comunicazione e sensibilizzazione che vede coinvolti operatori pubblici, principalmente Amministrazioni regionali e Dipartimenti delle dipendenze, e privati, associazioni ed enti del Terzo settore. Sono stati realizzati 289 progetti nelle secondarie di I e II grado, mirati all’incremento di conoscenze e competenze sociali per prevenire l’uso di droghe. Il 49% delle scuole ha organizzato attività di prevenzione delle sostanze, dato in crescita rispetto al 2022, mentre l’81% iniziative contro il bullismo e il cyberbullismo (che, nel 2023, ha visto vittime il 45% degli studenti). Quasi la metà degli studenti ha partecipato a programmi di prevenzione, mostrando maggiore consapevolezza sui rischi e minor propensione all’uso di sostanze.

NUOVE SOSTANZE PSICOATTIVE

Le Nuove sostanze psicoattive (Nsp) rappresentano una delle sfide più dinamiche e critiche nel campo delle dipendenze, con una crescente variabilità che rende difficile il loro rilevamento e controllo. Nel corso dell’ultimo anno, il Sistema nazionale di allerta precoce del Dipartimento per le politiche antidroga ha identificato sul territorio 70 Nsp, appartenenti principalmente alle classi dei catinoni (20%), delle arilcicloesilammine (16%), dei cannabinoidi sintetici (13%) e delle benzodiazepine (11%).
Questa diffusione continua a creare allarme tra gli operatori del settore: essendo composti sintetici facilmente manipolabili, risultano difficili da rilevare e, non essendo immediatamente classificati nelle liste delle sostanze vietate dalla legge, sfuggono spesso ai controlli. Nel corso del 2023 sono state inserite all’interno delle tabelle ministeriali 48 nuove sostanze stupefacenti. Il consumo di Nsp, in crescita dopo la pandemia, interessa prevalentemente i giovani, più esposti a questo particolare mercato. Nel 2023, riferiscono di averne consumata almeno una nel corso dell’anno 160mila 15-19enni, pari al 6,4% della popolazione studentesca.

SOSTANZA DI PRIMO USO E TRATTAMENTO

Per l’anno 2023, utilizzando i dati del Sistema informativo dipendenze (Sind) del Ministero della Salute, nella Relazione è stato inserito per la prima volta un focus sulla sostanza di primo uso (droga di inizio del percorso della tossicodipendenza) in relazione alla droga primaria per cui i soggetti hanno chiesto il trattamento al SerD. Nella maggior parte, le persone hanno iniziato con le stesse sostanze per cui si sono rivolte al SerD: in particolare, i consumatori di eroina e cocaina, per le quali però una percentuale consistente dei soggetti in cura ha iniziato l’uso di sostanze con i cannabinoidi, rispettivamente il 29,1% e il 30,5%, dimostrando un importante ruolo dei cannabinoidi come sostanze di iniziazione per il passaggio a sostanze ad alto potenziale additivo.
Rispetto alle principali sostanze oggetto di trattamento, alcol e tabacco rappresentano invece sostanze di primo uso a prevalenza più bassa ma non trascurabile: l’alcol, per esempio, lo è stata nel 5,1% nei consumatori di cocaina e del 2,2% per quelli di cocaina.

IL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE GIUSEPPE VALDITARA

Intervenendo alla presentazione della Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha detto che “sulle linee guida sull’Educazione Civica ci saranno novità importanti sulla sensibilizzazione che nelle scuole deve essere fatta proprio sull’utilizzo dell’alcol, sull’abuso del cellulare, sull’uso delle droghe. La scuola deve ridare entusiasmo ai giovani, ridare la voglia di credere in se stessi, ricreare un percorso di vita a tanti giovani. Deve rimettere al centro la persona, orientare molti ragazzi che vivono nella nebbia e si chiedono: `dove andrò? Quale scelta farò?”. “Serve una nuova didattica: ho visto che quando c’è una didattica attrattiva, coinvolgente, partecipativa, quando i ragazzi trovano la scuola giusta, si entusiasmano e abbandonano lo stato pre-depressivo. E poi serve un ripristino del senso del dovere, della cultura del lavoro già nelle scuole, perché quando ci si appassiona ad un lavoro, non si ha tempo per distrarsi verso altre cose”.

Per il ministro diventa quindi fondamentale il ripristino della “cultura della regola, ad iniziare dai programmi scolastici. Così come diventa decisivo il coinvolgimento delle famiglie nelle scuole per una sorta di grande alleanza”.

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