Reddito di Dignità (Red) 3.0 – Edizione II-, i risultati dell’ambito territoriali sociale Br 3

Il Red è uno strumento di contrasto alla povertà assoluta e di supporto a un percorso più ampio di inserimento sociale e lavorativo, offrendo indennità per la partecipazione a tirocini o ad altri progetti di sussidiarietà

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Attraverso l’Avviso Pubblico “RED Reddito di Dignità 3.0 II Edizione”, la Regione Puglia ha inteso dare una risposta concreta ed efficace al disagio socioeconomico, alla povertà e all’emarginazione sociale di molte famiglie pugliesi. L’Avviso pubblico ha previsto un’indennità economica mensile di attivazione di 500 euro a fronte della sottoscrizione del Patto di inclusione e allo svolgimento delle prestazioni da questo previste, come i tirocini di inclusione, i progetti di sussidiarietà e i lavori di comunità, oltre ai percorsi di formazione e altre azioni a supporto del nucleo familiare.

Cos’è il Reddito di Dignità

L’Avviso punta a dare un concreto aiuto alle fasce più fragili e vulnerabili già in condizioni di povertà e alle “nuove povertà” sviluppate a seguito del periodo emergenziale.

Le misure regionali rivolte al contrasto delle povertà e alla promozione dell’inclusione sociale offrono, innanzitutto, un sostegno integrato alle persone con redditi sotto la soglia minima di sussistenza. Accanto all’aiuto economico vengono individuati percorsi di più ampio reinserimento sociale e lavorativo.

Il Reddito di Dignità regionale è una misura di integrazione del reddito definita “universalistica” poiché possono accedervi tutte le persone che si trovino in difficoltà tali, anche temporanee, da essere al di sotto di quella soglia economica minima per una esistenza almeno accettabile. Il Red è uno strumento di contrasto alla povertà assoluta e di supporto a un percorso più ampio di inserimento sociale e lavorativo, offrendo indennità per la partecipazione a tirocini o ad altri progetti di sussidiarietà.

Chi ha presentato richiesta

A questa opportunità di sostegno economico hanno presentato richiesta cittadini di età compresa tra i 18 e i 67 anni, residenti in un comune pugliese e con i requisiti di cittadinanza o permesso di soggiorno regolare.

Inoltre, i richiedenti hanno sottoscritto un Patto di inclusione sociale attiva e impegnandosi a svolgere le attività previste nel percorso di inclusione. Infine, le persone che vi hanno presentato domanda hanno dichiarato che alla data di presentazione della domanda e per tutto il periodo di vigenza del Patto di Inclusione sociale non erano attivi a nome dei componenti del proprio nucleo ulteriori benefici relativi al Reddito di dignità e al Reddito di Cittadinanza, percettori del Reddito di Dignità (L.R. 3/2016) e del Reddito di Cittadinanza.

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Il percorso di inclusione e il ruolo degli Ambiti territoriali

L’intervento economico si inserisce nel contesto più ampio della strategia regionale per il contrasto alla povertà e promuove l’inclusione sociale attiva, il coinvolgimento degli attori socio-economici e la partecipazione attiva dei cittadini e delle associazioni.

La Regione Puglia ha offerto, così, un percorso di inclusione sociale attraverso servizi di prossimità, promozione del capitale sociale, sussidiarietà orizzontale e integrazione del privato sociale.

Gli Ambiti territoriali, protagonisti di questa azione, hanno elaborato un Piano operativo per qualificare i processi di presa in carico, coinvolgendo gli Enti del Terzo Settore e sviluppato un Patto di Comunità che ha compreso l’intera strategia di prevenzione e contrasto alla povertà.

Il Patto di inclusione ha una durata di 12 mesi e ha previsto diverse attività, come un tirocinio per l’inclusione sociale, un progetto di sussidiarietà e un lavoro di comunità extrafamiliare. La durata complessiva delle azioni svolte nell’ambito del Patto di inclusione sottoscritto non poteva essere inferiore a 62 ore mensili, salvo che nei casi di sospensione, assenza, revoca e/o rinuncia.

 I dati ufficiali (da Gennaio 2021 ad oggi) del comune di Francavilla Fontana

 I nuclei percettori del red 3.0 seconda edizione ammontano a 186, di cui 8 appartenenti alle categorie speciali. I 186 nuclei che hanno di fatto usufruito della misura corrispondono a circa il 60% di tutti i nuclei che hanno presentato domanda di sussidio.

Per il restante 40% dei casi esaminati, invece, o è stata riscontrata una mancanza di requisiti nella fase istruttoria, oppure successivamente vi è stata una revoca del beneficio da parte degli uffici, o una rinuncia da parte degli stessi nuclei, prima ancora che l’erogazione cominciasse. Entrando più del dettaglio dei 186 benefici attivati si osserva che 151 di questi, cioè più dell’80%, sono stati erogati per tutta la durata prevista dal beneficio, ovvero 12 mesi.

Sono invece 35 i nuclei non hanno completato l’intero percorso e ad un certo punto hanno smesso di percepire il beneficio. Il numero totale di persone che complessivamente hanno beneficiato del sussidio, in quanto appartenenti ai 186 nuclei, è pari a 605.

 

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