“Un Mezzo per la Vita”, la raccolta fondi del giornalista Pierpaolo Piliego, ha colto nel segno!

Nei giorni scorsi la consegna dell’automezzo all’Ail Brindisi nel corso di una serata tenutasi nello stesso luogo in cui quattro mesi fa partì l’idea di dar vita all’iniziativa

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Foto Damiano Tasco

Dal ritorno alla vita di Pierpaolo Piliego a un “Un Mezzo per la Vita”.

Da quel settembre del 2018, quando quella che sembrava una comunissima febbre diventa una rara e grave forma di leucemia, ad oggi sono stati cinque anni molto intensi, trascorsi dapprima a metabolizzare la malattia, a provare a vincere le paure, a ritrovare le forze sia fisiche che mentali dopo aver combattuto per otto mesi senza lesinare energie, a riprendersi in mano la vita.

Gli ultimi quattro mesi il giornalista, opinionista televisivo ed esperto di basket li ha dedicati a raccogliere fondi per esaudire il suo desiderio: regalare all’AIL un nuovo veicolo per garantire supporto e assistenza a coloro che affrontano la sfida delle leucemie e delle malattie del sangue nella comunità brindisina.

“E’ stato un periodo di tempo in cui, semmai ce ne fosse bisogno, ho scoperto il grande significato della parola Amicizia. Centinaia di messaggi di tanta gente che mi ha dato la forza di combattere e non mollare. Un sostegno costante e fondamentale, lo stesso che mi ha spinto a dare vita a questa iniziativa, ovvero la raccolta fondi denominata appunto “Un Mezzo per la Vita” per donare una nuova automobile all’Ail Brindisi ODV e metterla a disposizione della tanta gente che soffre e ha bisogno di assistenza in tutta la provincia di Brindisi.

“Un Mezzo per Vita” ha colto nel segno. Ecco la straordinarietà di un’avventura più avventurosa delle altre: l’assegnazione di un automezzo da mettere a disposizione dei pazienti di leucemia della provincia di Brindisi ha rappresentato un obiettivo da te fortemente voluto e perseguito. Con l’amico Tiziano Mele hai coinvolto anche i brindisini dello sport e dello spettacolo: e così Flavia Pennetta, Antonio Benarrivo, l’arbitro Marco Di Bello, Matteo Spagnolo, i Boombdabash e Mandrake sono diventati testimonial di 12 eventi itineranti. Le donazioni hanno superato i 30 mila euro. Ci piace pensare che questo sia il modo con cui tutti, anche con una piccola donazione, hanno potuto concorrere a sostenere la tua iniziativa.

La prima domanda, magari banale, è d’obbligo: come e quando è nata questa tua idea?

“In realtà l’idea è nata quasi per caso. Era da tempo che pensavo a cosa potessi fare per aiutare chi soffre della stessa malattia che cinque anni fa ha messo a repentaglio la mia vita. L’occasione per fare qualcosa di concreto è stato il compimento dei miei 50 anni. Inizialmente ho pensato di scrivere un libro e il ricavato devolverlo all’Ail ma in realtà non ho mai avuto il coraggio di farlo nonostante ci abbia provato più volte. La scorsa primavera, dopo uno dei miei consueti incontri con il mio amico fraterno Tiziano Mele, quando sono venuto a conoscenza che l’Ail aveva una vecchia automobile ormai obsoleto, abbiamo partorito l’idea di “Un mezzo per la vita”, uno slogan che è nato in maniera spontanea esattamente come la possibilità di dare vita a questa raccolta fondi che sostanzialmente è partita lo scorso 25 giugno in occasione del mio cinquantesimo compleanno”.

 

La tua è stata un’iniziativa di eccellenza per un’Associazione sempre più di eccellenza come l’Ail. Una grande soddisfazione, immaginiamo, per essere riuscito ad aiutare proprio l’Ail Brindisi che quotidianamente è impegnata al fianco degli ammalati. Consentici per un attimo di essere ‘sentimentali’: in ogni esperienza intrapresa c’è almeno un ricordo speciale che ci rimane dentro. Qual è il tuo lungo questo percorso?

Di ricordi ne custodirò tanti e ognuno rappresenta per me uno spaccato di vita importante che mi ha dato la possibilità di conoscere tante persone e soprattutto apprezzarne la loro grande umanità. Non posso dimenticare ad esempio lo spessore umano dell’arbitro internazionale di calcio Marco Di Bello, brindisino doc, che in questa avventura è stato sempre al mio fianco. Così come non potrò mai dimenticare la disponibilità di tutti i “big” che con i loro messaggi hanno invitato la gente a donare. Ciò che invece mi ha dato la forza di andare avanti è stato l’entusiasmo dei volontari dell’Ail che tutti i giorni sono in prima linea al fianco di combatte la propria malattia. Infine, quelle che resteranno per me un ricordo indelebile sono le lacrime del mio amico Tiziano in occasione della consegna di “Un Mezzo per la vita”. Attraverso la sua grande emozione ho capito che evidentemente abbiamo realizzato qualcosa di grandioso ed in soli quattro mesi”.

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Foto Damiano Tasco

L’adesione ed il sostegno ricevuti da parte della gente sono stati fondamentali per raggiungere il traguardo. In tutta onestà, ti aspettavi così tanta partecipazione?

Con molta umiltà devo ammettere che, a giudicare dall’affetto ricevuto durante la mia malattia, avevo avvertito di essere circondato da tanta positività e soprattutto da tante persone che hanno sempre apprezzato il mio modo di essere e l’immagine che ho dato di me in 30 anni di giornalismo durante i quali ho sempre cercato di raccontare con equilibrio ed onestà intellettuale i principali eventi sportivi del territorio. Questo sicuramente mi ha aiutato, anche perché in questa raccolta fondi sin dal primo giorno ci ho messo la faccia e soprattutto ho agito nella massima trasparenza e nel rispetto di tutti coloro i quali hanno dato il loro contributo. Ovunque siamo andati siamo stati circondati dall’affetto della gente, e i 12 eventi organizzati hanno visto la partecipazione di circa 5000 persone e un migliaio di donatori. Ma la mia riconoscenza va non solo a loro ma anche ai tanti amici che mi hanno sostenuto, alle aziende che hanno voluto contribuire attraverso le loro donazioni, alle associazioni sportive che hanno messo a disposizione tempo e strutture per organizzare un evento benefico e alle tante associazioni che si occupano delle persone fragili che non ci hanno fatto mancare il loro apporto. Una partecipazione trasversale e straordinaria che mi ha permesso di raggiungere e superare l’obiettivo. Un risultato che non mi aspettavo ma che oggi mi dà conferma che c’è tanta gente che ancora si spende per le giuste cause”.

Più volte hai detto che non finisce qui, che questo cammino segna solo l’inizio di un nuovo percorso e che ti auguri possa continuare a creare consapevolezza attorno all’importanza di fare del bene. Adesso cosa succede? Quali i progetti futuri?

Adesso, dopo quattro mesi estenuanti, ho bisogno di un po’ di riposo per raccogliere le idee e capire in che modo in futuro potrò rendermi utile a sostegno della gente che soffre. Nel frattempo nei prossimi giorni comunicheremo in che modo utilizzeremo le € 4.300,00 raccolte in più e a chi saranno destinate. Progetti per il futuro? Al momento sono in fase embrionale, ma ciò che al momento rappresenta la mia priorità è trovare il modo per mettere “Un mezzo per la vita” quotidianamente a disposizione dei tanti malati di Leucemia della provincia di Brindisi che hanno bisogno dell’assistenza per lo loro cure”.

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Foto Damiamo Tasco

Vuoi ringraziare qualcuno in particolare?

Il mio ringraziamento più grande va a tutti coloro i quali hanno contribuito: chi con una donazione, chi con l’organizzazione di un evento. Dal primo all’ultimo senza distinzione. Senza di loro il mio sarebbe rimasto semplicemente un sogno che in soli quattro mesi, invece, tutti insieme abbiamo realizzato. E ancora i miei genitori, mia sorella, le mie figlie Ludovica e Viola e infine, Tiziana, che in questi mesi hanno supportato e sopportato i miei dubbi, le mie paure, il mio isterismo, la mancanza di regole ed orari, le domeniche trascorse in giro per la provincia. Un ringraziamento particolare vorrei farlo ad una persona che non c’è più, che nella mia vita è stata fondamentale e che oggi sono certo sarebbe stato orgoglioso di me.  Prezioso è stato inoltre il lavoro dei miei colleghi e amici giornalisti che sin dal primo giorno mi hanno sostenuto ed incoraggiato. Ultimo, ma non ultimo, il mio ringraziamento e il mio riconoscimento vanno al mio grande amico Tiziano Mele. Sin dal primo giorno mi ha trasmesso serenità, mi ha sostenuto in ogni iniziativa, è stato sempre al mio fianco, mi ha spinto ad andare avanti in ogni mio momento di scoramento. E le sue lacrime e la sua emozione sono il risultato di un legame forte ed indissolubile e al tempo stesso la soddisfazione per aver portato a termine un’impresa che entrambi sapevamo quanto fosse difficile ma non impossibile”.

E un messaggio che vorresti lanciare?

In una società tecnologicamente evoluta nella quale lo smartphone e i social sono diventati i principali strumenti di comunicazione specialmente tra gli adolescenti e i giovani, questa raccolta fondi è la dimostrazione di quanto sia ancora importante il contatto umano, una stretta di mano, la condivisione di un obiettivo. Se tutto ciò avviene in una piccola provincia del Sud come quella di Brindisi, la soddisfazione è ancora maggiore, perché in soli quattro mesi in maniera trasversale siamo riusciti a coinvolgere i vari tessuti del territorio, da quello imprenditoriale, a quello sportivo, passando per l’associazionismo. Un risultato straordinario che ha visto come principale protagonista la gente comune.  A dimostrazione che certi valori non solo ci appartengono ma facciamo ancora in tempo a trasferire ai nostri figli che rappresentano il futuro di questa società”.

 

 

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